Olimpiadi invernali 2026, M5S dice sì a Torino: avanti con la canddiatura

Domenica 1 Luglio 2018
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Torino si candida alle Olimpiadi invernali del 2026. Il via libera alla presentazione del dossier olimpico è arrivato nella tarda sera di sabato, nel corso dell'ennesimo vertice tra la sindaca Chiara Appendino e la maggioranza pentastellata che nei giorni scorsi aveva detto no all'evento a cinque cerchi mettendo a repentaglio la tenuta stessa dell'amministrazione. Decisiva la mediazione del vicepremier Luigi Di Maio, che ha partecipato al confronto in cui le parti si sono riavvicinate.

 

«Siamo compatti nel mandare avanti la candidatura. I rapporti sono ricuciti», annuncia la prima cittadina al termine di un confronto serrato di oltre due ore nella sala Carpanini di Palazzo di Città. «Lunedì illustreremo in Consiglio comunale il nostro modello di Olimpiadi e martedì invieremo a Roma lo studio di fattibilità», prosegue spiegando che il ministro Di Maio, a livello governativo, «porrà le tematiche che ha posto anche il gruppo consigliare». Dodici punti, considerati «imprescindibili» dai consiglieri pentastellati torinesi, tra i quali l'analisi costi/benefici prima del dossier. Un requisito, quest'ultimo, «che secondo noi deve riguardare tutte le città candidate», sottolinea la Appendino, che cita tra le altre cose anche «la sostenibilità ambientale e la verifica della spesa».

«Siamo molto contenti che il viceministro Di Maio abbia condiviso e apprezzato i nostri punti e se ne sia fatto carico per portarli avanti», conferma Valentina Sganga, che dei Cinque Stelle a Torino e la capogruppo. Dietro le richieste dei pentastellati per il via libera alla candidatura le rassicurazioni sul fatto che i Giochi siano una «parte della strategia a lungo termine in cui si cambia la città a totale beneficio dei cittadini», e non un «evento per il consumo di massa». «Si parla spesso di evento come volano dell'economia o come leva per gli investimenti futuri, l'altra faccia - sostiene il M5s Torino nel manifesto presentato a Di Maio - è il debito che, nella quasi totalità dei casi, eventi di questo genere lasciano dietro di loro, senza avere purtroppo realizzato quelle ricadute auspicate nella fase preparatoria, fisiologicamente ottimista».

Tra i punti «imprescindibili» del manifesto politico pentastellato ci sono anche le transazioni basate su blockchain, tracciabili per contrastare eventuali fenomeni legati alla corruzione o a possibili infiltrazioni mafiose; tetto massimo di spesa pubblica; protocollo di intesa con Anac per la verifica degli appalti; zero consumo di suolo; solo plastiche compostabili; mobilità basata su modalità elettrica sostenibile; garanzia dell'utilizzo costante degli impianti sportivi; pagamento puntuale e certo dei fornitori; esclusione di forme di impiego vicine al lavoro a costo zero. Con il via libera alla candidatura, dunque, «Torino partecipa al percorso» che porterà il Coni, d'intesa col governo, a individuare la candidatura italiana alle Olimpiadi del 2026. In corsa anche Milano e Cortina, che come Torino nel 2006 ha già ospita (nel 1956) una edizione dei Giochi.

 

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 10:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA