LUIGI DI MAIO

Diciotti, no della Ue all'Italia. Il governo: ritorsione sui fondi

Venerdì 24 Agosto 2018
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Salvini non molla. «I migranti non sbarcano». Il braccio di ferro con l'Ue per la ridistribuzione dei migranti si è concluso con un nulla di fatto. «Ennesima dimostrazione che l'Europa non esiste», rilanciano dal Viminale, spiegando che «i Paesi europei non hanno avanzato alcuna concreta apertura per risolvere il caso della nave Diciotti. Visto che l'Italia, negli ultimi anni, ha accolto 700mila cittadini stranieri, la linea del Viminale non cambia. Dalla Diciotti non sbarca nessuno. Su questo fronte il governo è compatto».

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Ed è proprio Conte a mettere un punto fermo.  «È noto a tutti che l'Italia sta gestendo da giorni, con la nave Diciotti - dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un post - una emergenza dai risvolti molto complessi e delicati. Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti. Bene. Se questi sono i fattì vorrà dire che l'Italia ne trarrà le conseguenze e, d'ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d'azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa».

E inserata arriva anche Di Maio. «Oggi l'Unione Europea ha deciso di voltare le spalle all'Italia ancora una volta - ha aggiunto il vicepremier Luigi Di Maio più tardi -. Hanno deciso di fregarsene dei principi di solidarietà e di responsabilità nonostante nell'ultimo consiglio europeo avessero assicurato che chi sbarcava in Italia sbarcava in Europa». E ancora:  «Il M5s si è presentato agli italiani con una missione ben precisa e non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro. L'Ue non vuole ottemperare ai principi concordarti nell'ultimo consiglio europeo? Noi siamo pronti a tagliare i fondi», ha aggiunto il capo politico del M5s in un post. «Agli italiani non chiederemo un centesimo di più. Lo dico da capo politico M5s, visto che la UE non rispetta i patti e non adempie ai suoi doveri, noi come forza politica non siamo più disposti a dargli i 20 mld all'anno che pretendono».

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Compatto anche il centro sinistra con Grasso e Martina che attaccano il ministro dell'Interno, affinche si decida di far sbarcare i circa 150 migranti rimasti a bordo dopo lo sbarco dei minori. E intanto è ormai certo che il ministro Salvini, incontrerà il primo ministro ungherese, Viktor Mihály Orban, noto per le sue politiche anti migranti, martedì 28 agosto a Milano.

La Commissione europea risponde alle minacce del governo italiano di sospendere i finanziamenti all'Unione se Bruxelles non aiuterà Roma a risolvere il caso della nave Diciotti, da giorni attraccata a una banchina del porto di Catania con più di cento migranti a bordo a cui non viene consentito di sbarcare. «Le minacce in Europa non portano da nessuna parte. Il modo in cui l'Europa funziona è la cooperazione e non le minacce», ha detto oggi il portavoce della Commissione europea, parlando in linea generale, e spiegando che la Commissione sta «lavorando duro per trovare una soluzione» alla questione dei migranti.
 

 

Ue, niente accordo. Fumata nera sulla Diciotti alla riunione tecnica degli sherpa, a Bruxelles. Secondo fonti diplomatiche, la richiesta dell'Italia non ha riscosso il favore dei partner. Uno dei punti contrari, è che il flusso di migranti pro-capite è molto al di sotto di quello in altri Stati membri attualmente e perciò, a loro avviso, non vi sarebbe necessità di condividere la responsabilità. In particolare, la riunione si è conclusa senza l'ok a una dichiarazione finale di intenti che era stata preparata - secondo quanto risulta all'ANSA da fonti europee - ma non adottata. La bozza della dichiarazione prevedeva un accordo generico ma condiviso sulla questione del pattugliatore italiano: «La riunione ha permesso di fare passi avanti verso una soluzione condivisa per i migranti a bordo della Diciotti - si legge nel documento mai adottato - e quelli che recentemente sono sbarcati in Spagna, come è stato fatto in precedenti operazioni. La discussione si è svolta in uno spirito di responsabilità e solidarietà, seguendo un approccio collaborativo ed europeo».

Viminale: i migranti non sbarcano. «I Paesi europei non hanno avanzato alcuna concreta apertura per risolvere il caso della nave Diciotti. Visto che l'Italia, negli ultimi anni, ha accolto 700mila cittadini stranieri, la linea del Viminale non cambia. Dalla Diciotti non sbarca nessuno. Su questo fronte il governo è compatto». È quanto si apprende da fonti del Viminale.
 
Linea dura italiana. Ieri i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio avevano confermato la linea dura del governo migranti. Il ministro dell'Interno non solo dunque non retrocede sulla Diciotti ma sfida anche il Quirinale, mentre l'altro vicepremier grillino aveva minacciato l'Ue: trovi una soluzione o basta contributi dall'Italia. Oggi a Bruxelles l'incontro degli sherpa di 12 paesi sulla questione sbarchi.

«I paesi colpiti e particolarmente colpiti dal fenomeno migratorio, e l'Italia è fra questi, non possono essere lasciati soli. Tutti gli Stati devono collaborare e si deve arrivare a una soluzione comune», ha detto Ulrike Demmer, portavoce di Angela Merkel, ribadendo la posizione generale della Germania sul problema migrazione, nel  rispondere a una domanda sul caso Diciotti e sulla minaccia di di Maio che Roma non pagherà più i 20 miliardi di contributi all'Ue in mancanza di una risposta.

Intanto le associazioni del Tavolo Asilo in una lettera aperta chiedono «con urgenza al Governo italiano di autorizzare lo sbarco delle 150 persone ancora a bordo della nave Diciotti». Le associazioni e gli organismi che aderiscono al Tavolo sono: A Buon Diritto, Acli, ActionAid, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Casa dei Diritti Sociali, Centro Astalli, Cir, Comunità di S.Egidio, Cnca, Emergency, Médecins du Monde Missione Italia, Mediterranean Hope, Medu, Oxfam Italia, Save The Children, Senza Confine.

Al porto di Catania oggi presidio di sensibilizzazione per i migranti bloccati organizzato dalla Cgil. Decine di bandiere rosse del sindacato sventolano nel porto siciliano. «Noi vogliamo sottolineare il fatto che sulla dignità della persona, sulla libertà e sui diritti umani non si può tornare indietro - dice il segretario regionale Michele Pagliaro -. Questa regione, nonostante i problemi sociali ed economici, è una regione che ha sempre fatto accoglienza. Siamo la porta dell'Europa e la culla del Mediterraneo e vogliamo evidenziare questo aspetto nei confronti di questi 150 disgraziati che stanno scappando dalla guerra e che non possono essere utilizzati come carne da macello per ricattare l'Europa. Io credo - aggiunge - che sia sbagliato attaccare l'Europa un giorno sì, l'altro pure. C'è un tema, quello della pace, che è frutto soprattutto dell'Europa che c'e. Una politica schizofrenica sui migranti non è costruttiva».

 

Ultimo aggiornamento: 25 Agosto, 13:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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