Migranti, la linea dura vale quasi il 30 per cento dei voti

Martedì 16 Gennaio 2018 di Diodato Pirone
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Il martellamento sul tema dell’immigrazione dei leader del centro-destra, le dichiarazioni del capo dei 5Stelle, Luigi Di Maio, e le sortite elettorali programmate dal ministro dell’Interno, il Pd Marco Minniti, che nel 2017 ha messo un freno agli sbarchi di profughi, ha alla base una spiegazione semplicissima: attaccare o contrastare gli immigrati porta voti. Quanti? Fra il 25 e il 30%. Tutti i carotaggi dei sondaggisti concordano sul fatto che quasi un terzo degli italiani voteranno per i partiti che promettono rigore su questo punto. 
Con alcuni dettagli estremamente interessanti: ad esempio il 20% dell’elettorato di centro-sinistra (quindi poco meno di due milioni di italiani orientati a sinistra) sono sensibili al tema e vedono con allarme e preoccupazione la condivisione con famiglie di immigrati di strumenti di assistenza e di welfare come le case popolari o la sanità gratuita.

«L’immigrazione è il secondo tema più sentito dagli italiani dopo quello del lavoro che tuttavia lo distanzia nettamente - spiega Enzo Risso, direttore dell’istituto demoscopico triestino SWG - Si tratta di un argomento trasversale che tocca soprattutto le fasce medio-basse della popolazione».

PIOGGIA DI NUMERI
Risso correda le sue considerazioni con una pioggia di numeri e tabelle. Se il lavoro è considerata la prima emergenza dal 54% degli italiani, la parola d’ordine “bloccare gli immigrati” è gradita al 28% degli elettori. Non solo. Se si analizza la tabella della SWG pubblicata in alto e dedicata ai driver del voto si osserva che il tema delle tasse è considerato il più importante (58%) ma che quello del “Pensare prima agli italiani” è il secondo come importanza (48%) e contribuisce a determinare l’orientamento di voto del 30% degli italiani.
«In realtà quella tabella è interessante anche perché evidenzia i diversi umori degli italiani sul tema dell’immigrazione - spiega Risso - Infatti, una linea più dura come quella rappresentata dallo slogan “Fermare gli immigrati” raccoglie un consenso inferiore del 5% circa rispetto al più morbido “Pensare prima gli italiani”».
«Il contrasto all’immigrazione piace moltissimo agli italiani - conferma Antonio Noto, direttore Ipr - E’ una molla più forte al Nord che al Sud e molto robusta nelle periferie dei grandi centri urbani. Sarà certamente uno dei temi che determinerà il risultato delle elezioni del 4 marzo».

«Quota 30%» è il numero presente anche nelle analisi di altri sondaggisti. «Secondo le nostre rilevazioni un terzo degli italiani non sta avvertendo la ripresa ed è la stessa fascia di popolazione che vede ridursi contemporaneamente i suoi livelli di protezione sociale - spiega Carlo Buttaroni direttore di Tencé - E’ evidente che questi segmenti di elettori, concentrati nelle periferie delle grandi città, non vedano di buon occhio il flusso migratorio verso l’Italia e non si accorgono neanche della sua diminuzione perché la presenza dei migranti arrivati negli anni scorsi non è stata ancora smaltita. Le parole d’ordine anti-immigrati sono rivolte quasi esclusivamente a questi elettori».

Non a caso, comunque, il ministro del governo Gentiloni maggiormente popolare in questo momento è quel Marco Minniti che dal Viminale ha fatto in modo di ridurre drasticamente gli sbarchi sulle coste italiane durante il 2017. «Minniti piace al 25% degli italiani - conferma Risso - Ed ha lo stesso livello di consenso di Pier Carlo Padoan che guida il Tesoro. No, decisamente non è un dato casuale».

Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 18:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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