Salvini: «Bloccherò rientro dei migranti da Germania e Austria»

Martedì 10 Luglio 2018 di Alberto Gentili
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Salvini: «Bloccherò rientro dei migranti da Germania e Austria»

Ministro Salvini, ha definito l’incontro con il capo dello Stato «utile, positivo, costruttivo». E tutto questo senza parlare della sentenza della Cassazione sulla Lega?
«Abbiamo parlato di futuro, non di passato. Così ragiono sulle sentenze e su tutto il resto: a me interessa garantire il futuro. Non vado oltre perché si è trattato di un incontro istituzionale per definizione riservato».

Resta convinto che la sentenza sul sequestro dei beni per 49 milioni punti a mettere fuori gioco la Lega?
«Ho rubato le parole all’ex procuratore Nordio: è la prima volta nella storia dell’Italia e dell’Europa che viene adottato un provvedimento simile nei confronti di un partito, senza per altro una sentenza di condanna definitiva».

Per aggirare l’ostacolo potrebbe cambiare denominazione giuridica alla Lega?
«Vediamo. Non cambiamo pelle a seconda di ciò che decide un giudice. Di sicuro continueremo a lavorare: siamo il primo partito per fiducia degli italiani, sarebbe assurdo che non potessimo fare politica».

Dai suoi alleati 5Stelle non sono arrivati grandi attestati di solidarietà: «Le sentenze si rispettano», hanno detto Di Maio e il Guardasigilli Bonafede.
«Ho apprezzato molto Di Maio. Un conto è parlare del passato, un altro è parlare del futuro: anche in questo caso è stato un signore».

Bonafede velatamente l’ha accusata di fare come Berlusconi che attaccava giudici e sentenze.
«Mi sono appena visto con Di Maio e abbiamo espresso comunità d’intenti. Commentare le parole di altri non mi interessa».

Come è andato il vertice con Conte, Di Maio e il ministro dell’Economia Tria?
«Non abbiamo parlato solo di migranti, ma anche di sicurezza e della manovra economica. La linea sui migranti è comune: ci sarà a breve un incontro tecnico e mi vedrò con Conte domani per affinare il documento che porterò a Innsbruck».

Sui migranti la linea è: porti italiani chiusi non solo alle navi delle Ong?
«La linea è bloccare in ogni modo il traffico degli esseri umani. Con le Ong siamo partiti. Ridefinire i contenuti delle missioni militari internazionali, che non possono raccogliere e scaricare tutto e tutti in Italia, sarà il prossimo passaggio inevitabile. Tra l’altro ho letto che anche a Bruxelles parlano di rivedere le regole dell’operazione Sophia. Bene».

In estrema sintesi: non sbarcherà più nessuno senza un preventivo accordo di redistribuzione tra Stati “volenterosi”?
«Assolutamente sì. Siccome al Consiglio Ue hanno deciso che tutto è su base volontaria, anche l’Italia farà valere la sua volontà. A Innsbruck incontrerò i ministri tedesco, austriaco, francese, svizzero etc. Vedremo... Già questa ritrovata centralità italiana mi rincuora».

Però i suoi amici Seehofer e Kurz pensano di rispedire in Italia i migranti registrati nel nostro Paese. 
«Fanno il loro interesse, ovviamente. Ci incontreremo per trovare un punto di accordo. Di certo, nel dossier italiano non c’è l’ipotesi di far rientrare in Italia chi è andato all’estero. Questa è l’ultima cosa che può accadere».

Non è che ha sbagliato amici? Chi ha una posizione in Europa simile alla sua si rivela nemico degli interessi italiani.
«Fino a ieri non avevo neppure un amico. Partire da zero non può che farci migliorare, poi si discute. Sono molto concreto: un conto è l’amicizia, un altro sono i risultati. E se i tedeschi e gli austriaci invece di pensare solo a rispedirci i migranti, ci aiutassero a chiudere le frontiere esterne sarebbe un passo in avanti. Andrò a Innsbruck con un documento dettagliato: abbiamo 130mila domande di asilo politico ancora da esaminare, 300mila domande di cittadinanza italiana in sospeso, 164mila presunti profughi ospiti negli alberghi. Insomma, abbiamo fatto più di chiunque altro. E ora basta. Tocca ad altri».

Lei è un nazionalista. E’ vero che vuole sgretolare l’Europa?
«L’Europa è stata fatta troppo grande: manca una cultura comune. E troppo in fretta: pensi che ci sono sei Paesi come Kosovo, Albania etc. con cui non abbiamo nulla in comune che aspettano di aderire. Sono altri che la stanno sfasciando. Se l’Unione europea dimostra di fare bene alcune cose, come sui migranti e l’economia, potrà restare in vita».

Domenica andrà a Mosca. Chi tifa per la fine dell’Unione si trova proprio lì.
«Ho incontrato l’ambasciatore americano, quello israeliano. Potrò o no andare a Mosca a vedere la finale dei mondiali e parlare di antiterrorismo con il mio collega russo? Io non tifo per nessuno. Stimo Putin per quello che ha fatto per la sua gente».

Ha detto che il Parlamento dovrà migliorare il decreto dignità che non piace neppure a Berlusconi. Cosa va cambiato?
«Prima di tutto voglio dire che Di Maio ha fatto un ottimo lavoro. Poi è ovvio, e accadrà anche a me quando porterò il decreto sicurezza, che il Parlamento possa intervenire. Alcuni strumenti di flessibilità servono ai lavoratori e alle imprese. Da qui la necessità dei voucher, ma senza abusi. Certo, ci sono anche le causali: daranno lavoro a Caf e avvocati. Ci ragioneremo tranquillamente».

Senza cercare sponde in Forza Italia o nel Pd?
«No. C’è una maggioranza e tutto ciò che passa sarà con i voti di Lega e 5Stelle».

Viene considerato una sorta di premier ombra. 
«Non è così. Ognuno fa il suo. Io, Conte e Di Maio siamo tranquillissimi e ci dividiamo il lavoro».

E’ sospettato di voler andare alle elezioni il prossimo anno.
«Balle. C’è un contratto e voglio rispettarne tutti i punti. Poi nessuno può togliermi la voglia di stare tra la gente e di essere su Facebook. Sono fatto così».

Al vertice c’era anche Tria. Il ministro dell’Economia è attento ai conti: come farete la flat-tax e le modifiche alla legge Fornero?
«Chi controlla i cordoni della borsa è giusto e ovvio che sia prudente. Poi sta a noi costruire. Non faremo in 5 mesi ciò che vogliamo fare in 5 anni, ma sono convinto che già dalla manovra di ottobre ci saranno segnali concreti su economia, fisco, tasse, pensioni, lavoro. E anche Tria è d’accordo».

Vi preparate di andare alla guerra con Bruxelles?
«Guerra? Sarà un sereno dialogo come sul tema dell’immigrazione. Non ci sono né numeri, né vincoli, né limiti insuperabili».

Ultimo aggiornamento: 13:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA