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Governo, da Baricco a Prodi tutti i "no" incassati da Renzi

Alessandro Baricco
1 Minuto di Lettura
Martedì 18 Febbraio 2014, 19:46 - Ultimo aggiornamento: 23:53

Un tempo i governi nascevano nelle segrete stanze e forse oggi i giochi veri si fanno altrettanti nell’ombra. Sta di fatto che per il governo Renzi, tra le tante novità di cui è portatore, c’è pure quella dei rifiuti in streaming o quasi. Hanno cominciato lo scrittore Sandro Baricco e l’amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra: entrambi contattati dal premier incaricato per un posto da ministro, sabato scorso sono stati a Renzi Firenze e poi hanno annunciato alla stampa il loro gentile rifiuto. Ieri, con un’intervista al Giornale di Vicenza, è stata la volta di Renzo Rosso, patron-fondatore dei jeans Diesel, del quale per la verità nulla risultava alle cronache politiche: «La mia vita sarebbe finita - ha spiegato - Non ho guardia del corpo, ho famiglia e soprattutto ho le mie idee, la mia visione pulita, contro la corruzione. Mi farebbero secco il giorno dopo»". Offerta vera, in questo caso, oppure rifiuto, come dire, a prescindere? Poi, certo, ci sono i big contattati effettivamente – stando ai retroscena più accreditati – da Romano Prodi al premier uscente Enrico Letta: entrambi, no grazie. Fino al caso di Fabrizio Barca, cascato ieri sera nel tranello radiofonico della Zanzara: credendo di parlare con Nichi Vendola, si è lasciato andare a tutta una serie di considerazioni, il cui succo era che a fare il ministro lui non ci sta. Anche se i renziani hanno fatto garbatamente sapere che, per la verità, nessuno gliel’aveva mai chiesto.

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