MATTEO RENZI

Mediaset annulla la presenza di Renzi ad "Amici": «Questione di par condicio»

Lunedì 28 Aprile 2014 di Veronica Cursi
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Scoppia il caso Renzi ad "Amici". Il premier doveva partecipare oggi alla registrazione della puntata del talent show di canale 5, in onda sabato 3 maggio. Ma Mediaset avrebbe fatto marcia indietro. A quanto si apprende, alla base della decisione ci sarebbe un'indicazione dei vertici Mediaset, preoccupati per il rispetto della par condicio, che vieta la presenza di politici negli show di intrattenimento.



Il premier così, a quanto si apprende, avrebbe deciso, d'accordo con Maria De Filippi, di rimandare ad un'altra occasione la sua partecipazione alla trasmissione, per evitare polemiche.



In base alla normativa vigente, in campagna elettorale non è ammessa infatti la partecipazione di esponenti politici nei programmi di intrattenimento. Renzi non è candidato alle Europee del 25 maggio e in studio ad Amici, nella puntata registrata oggi, avrebbe avuto a disposizione - si apprende - tre minuti in piena libertà, con l'unico "vincolo" di parlare ai giovani, protagonisti e target privilegiato del programma della De Filippi. Tuttavia il premier è anche un leader politico, in quanto segretario del Pd: di qui il rischio di violazione delle norme e di sanzioni da parte dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni.



Il caso però fa discutere. Anche perché scoppia a poche ore di distanza dalla partecipazione di Silvio Berlusconi a Domenica Live, sempre su Canale 5: il programma di Barbara D'Urso, tuttavia, è realizzato dalla testata Videonews e quindi gli ospiti politici sono ammessi. Non a caso la conduttrice, chiudendo ieri la puntata - l'ultima di questo ciclo - ha ricordato che «restano aperti gli spazi di Pomeriggio Cinque

per gli altri leader».



Solo pochi giorni fa era esploso il caso della Partita del Cuore, prevista il 19 maggio (in diretta su Rai1): Renzi, che aveva lasciato intendere l'intenzione di scendere in campo nel match dedicato ad Emergency, ha dato forfait dopo le polemiche, bollate dal premier stesso come «ridicole», sollevate in particolare dal Movimento Cinque Stelle che ha invocato l'applicazione della par condicio. Ultimo aggiornamento: 29 Aprile, 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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