Marco, il combattente che non si arrendeva mai

Marco, il combattente che non si arrendeva mai
di Mario Ajello
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Giovedì 19 Maggio 2016, 14:45

È morto un monumento. Dormiva Marco Pennella. E tutti sapevano che non si sarebbe più svegliato. Ha cominciato a spegnersi all'indomani del 2 maggio, il giorno del suo compleanno, in cui di anni ne ha fatti 86. Poi una china discendente della sua malattia, e ora non c'è più il grande leader radicale. È morto nella stanza numero 415 al quarto piano della clinica Nostra Signora della Mercede. In cui era stato ricoverato l'altro giorno perché a casa non poteva più stare e perché le sue condizioni erano diventate criticissime.

Il medico che lo ha in cura stamane è andato a visitarlo. E poche ore dopo, Pannella è spirato. La compagna di una vita, Mirella era con lui. Poi sono arrivati gli amici radicali. Chi piange. Chi porta un fiore. arrivano passanti e lasciamo biglietti che parlano tutti della stessa cosa: la grandezza di Marco. I due tumori si sono mangiati il suo corpo da "roccia abruzzese" abituato a tutto lungo una vita piena ma poi anche il guerriero più indomito a un certo punto ha dovuto arrendersi. Anche se Pannella non ha mai contemplato la possibilità di una resa sia politica sia umana. Il mondo radicale lo piange, e la storia culturale e politica italiana non sa come ringraziarlo per tutto quello che ha fatto.

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