Leopolda, Minniti: «Sforzo per allargare coalizione, ma Pd sia compatto»

Sabato 25 Novembre 2017
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«Quanta gente. Avevo letto di una Leopolda in tono minore, di poca gente. Ma se siamo così tanti stasera, quanti eravate negli anni scorsi?». Ha esordito con queste parole il ministro degli Interni Marco Minniti il suo intervento dal palco dell'ottava edizione della kermesse renziana. Dal palco della ex stazione fiorentina Minniti ha parlato anche del futuro del centrosinistra: «In questi giorni si lavora su un progetto unitario che vada oltre il Pd; uno sforzo unitario che va considerato un patrimonio importante, ma per essere ancora più forte ha bisogno di un Pd compatto; un gioco di squadra, ognuno al sua posto, ma un gioco di squadra», ha detto Minniti, specificando: «La politica è il bello del pensiero diverso dove ci si confronta ma alla fine si rimane insieme. Al congresso Pd di qualche mese fa io ho appoggiato convintamente Matteo Renzi. Io non penso che ogni tre mesi si debba fare un congresso, pur tuttavia anche se qualcuno volesse farlo, io dico la mia opinione: ho sostenuto Matteo, continuerò a sostenerlo», ha detto il ministro dell'Interno, prima di passare agli argomenti a lui più cari: la lotta al terrorismo e la sicurezza, «che è l'antidoto alla violenza: un bene comune, più forte di un diritto, che «si rivolge ai più deboli». Per questo, ha spiegato Minniti, «se un partito come il Pd, non lo sente come cosa propria rischia di venir meno ad un suo dovere fondamentale». Il ministro dell'interno ha anche commentato l'attualità internazionale, il giorno dopo l'attentato in Egitto. «Il terrorismo - ha precisato - vuole troncare qualsiasi dialogo ma la forza della democrazia è combatterlo senza far venir meno i presupposti della democrazia. Una democrazia che combatte il terrorismo diminuendo la libertà o si sta perdendo o rischia davvero di perdere la sua anima. Una democrazia combatte il terrorismo non con gli stati d'eccezione ma come diceva Pertini con le armi della democrazia». Dal terrorismo il discorso di Minniti è poi passato alla mafia: «Una grande democrazia non si fa condizionare dalla criminalità, sapendo che il nostro obiettivo non è di contenerla ma di sconfiggerla. Nel nome di Falcone sono venuto qui per dirvi che li sconfiggeremo»: Minniti ha ricordato che ieri agli stati generali della lotta alla mafia ha «formalmente chiesto alle forze politiche di fare un solenne patto pubblico e di civiltà» in base al quale «prima delle elezioni, formalmente, ognuno si impegna a non chiedere i voti delle mafie». Minniti poi si è rivolto ai giovani: «Rifuggite dalla concezione della politica come una sorta di tragedia shakespeariana. La politica non è una competizione per la vita o per la morte. La politica è un'altra cosa: è amicizia (so di apparire un pò retrò); è valori; pensieri forti sui quali ci si misura e a volte ci si scontra pure, ma alla fine, tuttavia, si sta insieme».

Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 09:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA