Conte: «Con la Francia il caso è chiuso. Ora cambiamo l'accordo di Dublino»

«Macron mi ha detto che le frasi rivolte all'Italia non sono attribuibili a lui». Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo la lunga telefonata notturna avuta con il presidente della Republica francese. Il caso con Parigi, continua Conte, é «assolutamente chiuso, ora bisogna lavorare alla riforma del regolamento di Dublino. Ho ricevuto ieri sera tardi una telefonata da Emmanuel Macron - spiega il premier - il quale ci ha tenuto a precisare che le dichiarazioni uscite non sono a lui attribuibili, quindi non ha mai offeso l'Italia e il suo popolo. Adesso abbiamo anche concordato una comunicazione congiunta. Quindi una conversazione dai toni molto cordiali». «Dopo questo chiarimento iniziale - prosegue - abbiamo concordato sulla necessità di cooperare in modo stretto Italia-Francia ma coinvolgendo tutti i paesi europei, perché la questione dell'immigrazione è una questione la cui soluzione non può essere demandata solo all'Italia. Abbiamo quindi concordato che la mia visita a Parigi resta, lui ci teneva molto a mantenere questo invito e sarà da me raccolto».

 
Giovedì 14 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:12

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2 di 2 commenti presenti
2018-06-15 08:41:56
Ma scusate signori gialloverdi. Il 5 giugno era saltata l'intesa UE sulla riforma del regolamento di Dublino e l'Italia, votando NO, si era trovata a fianco di paesi che osteggiavano i ricollocamenti come ad esempio l'Austria, la Lettonia, l'Ungheria, la Polonia, la Slovacchia, la Repubblica Ceca. Se Conte, Salvini e Di Maio si fossero dati la pena di leggere per bene le modifiche proposte al regolamento, si sarebbero resi conto che esse avrebbero semmai avvantaggiato i paesi come l'Italia che si sono fatti maggiormente carico dei flussi migratori. Ricordo solamente che tra le modifiche proposte vi era l'abbandono del criterio dello Stato di primo ingresso e la suddivisione dei richiedenti asilo fra tutti i paesi membri in base a un sistema permanente di quote. Sarebbe stata una applicazione del principio di solidarietà ed equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri, anche, e non solo, sul piano finanziario.
2018-06-14 12:46:04
Se Macron non cambia le vedute sul trattato di Dublino, inutile andare da lui per un dialogo.
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