M5S,Taverna: «Non parlerò più di vaccini, ma ora stop attacchi»

Giovedì 13 Settembre 2018 di Stefania Piras
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Vaccini e politica
Ha scelto di parlare dopo un lunghissimo silenzio, dopo attacchi da più parti e richieste di prendere posizione. 
La presidente del Senato Paola Taverna ora esce allo scoperto per chiarire la sua posizione sui vaccini. Una posizione che non è d'aiuto al consigliere del Lazio Davide Barillari, bannato sul blog delle stelle perché troppo no Vax. Perché Paola Taverna dice prima di tutto che non si occuperà più di vaccinazioni: «Considero concluso il mio impegno con il deposito la scorsa legislatura della proposta di legge a mia prima firma. Questo è il mio ultimo intervento in materia».

Era una proposta che vorrebbe tornare all'obbligo di soli quattro vaccini ma soprattutto vuole una informazione capillare. Un riconoscimento del fatto che a parlare di profilassi debbano essere persone qualificate. «Il Movimento 5 stelle è al governo, oggi il ministro della salute è Giulia Grillo che è un medico che stimo, al pari dei membri della commissione Sanità con cui speriamo di superare il dl Lorenzin anche con la proficua collaborazione dell'opposizione».

Ed è una posizione filo governo «a favore della pratica delle vaccinazioni per eradicare patologie gravissime ma contraria all'obbligo». «Io ho avuto la possibilità di informarmi e ho scelto di vaccinare mio figlio», dice Taverna che sottolinea che è assolutamente a favore della prevenzione, ricorda soprattutto il suo più grande successo nella scorsa legislatura: la legge che prevede su tutto il territorio nazionale quaranta esami per lo screening neonatale. E poi ricorda che quando ha ingaggiato la battaglia contro il decreto Lorenzin avevano scoperto che «non esisteva un'anagrafe vaccinale, nelle regioni c'era asimettria tra i dati e costi registrati, il monitoraggio non esisteva, che c'era l'epidemia di morbillo ma non si chiamava la popolazione a vaccinarsi per il morbillo ma si mettevano dieci vaccini obbligatori subordinandoli all'ingresso alla scuola dell'infanzia». 
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