M5S in Israele, Di Maio: «Il governo ci impedisce di entrare a Gaza»

M5S in Israele, Di Maio: «Il governo ci impedisce di entrare a Gaza»
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Domenica 10 Luglio 2016, 13:43 - Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 17:12

È tensione tra M5S e Israele. Al quarto giorno della visita nella regione, la delegazione - composta da Luigi Di Maio, dal capogruppo in commissione Affari Esteri della Camera Manlio Di Stefano e dalla senatrice Ornella Bertorotta - ha oggi denunciato che lo Stato ebraico ha «impedito l'ingresso a Gaza» sottolineando che il fatto è «un brutto segnale per la pace». «Non tanto» per i 5 Stelle - dichiara la delegazione - ma «soprattutto per quello che è l' approccio dell'esecutivo israeliano rispetto alla situazione nella Striscia di Gaza e della pace nella Regione». L'annuncio - un pò a sorpresa, visto che la delegazione e le autorità diplomatiche già nei giorni scorsi avevano fatto filtrare ai giornalisti italiani che la visita non si sarebbe fatta - ha subito provocato la reazione dell'ambasciata israeliana a Roma, autrice mesi fa dell'invito nel paese ai 5Stelle.

«La Striscia di Gaza - dice il portavoce dell'ambasciata Amit Zarouk - è controllata dall'organizzazione terroristica di Hamas che è un'entità ostile ad Israele». «L'ingresso da Israele a Gaza e viceversa deve coinvolgere permessi specifici e speciali che sono soggetti a considerazioni di sicurezza», spiega. Una linea che - sottolinea - è stata adottata in passato anche per altre delegazioni straniere, non solo oggi per il M5S. «Abbiamo dato la notizia - spiega Di Maio - quando le autorità diplomatiche italiane ci hanno dato la conferma finale, causa impossibilità di ricevere i permessi. Noi volevamo andare a vedere come si spendevano i tanti soldi della cooperazione internazionale a Gaza».

La polemica rimbalza anche in Italia, dove Lucio Malan di FI e Ulisse di Giacomo (Ap), tra gli altri, attaccano Di Maio. L'ingresso a Gaza - fa sapere Di Stefano - sarebbe avvenuto con l'ong italiana 'Vento di Terrà che ha una struttura, la scuola 'Terra dei bambinì, ad Umm El Nasser, nel nord dell'enclave palestinese, destinata ai bambini che vivono nella Striscia. Non potendo andare a Gaza, i 5 stelle visitano nel pomeriggio un' altra realtà di 'Vento di terrà nei Territori palestinesi: «La Scuola di Gomme» di Khan al Ahmar (tra Gerusalemme e Gerico) che ospita 100 cento bambini della comunità Jahalin. Collocata in Area C dei Territori - quella sotto controllo diretto amministrativo e militare dello stato ebraico in base agli Accordi di Oslo - la scuola è stata più volte minacciata di demolizione perché considerata da Israele costruzione illegale. La delegazione pentastellata conferma poi la sua linea di non fare accordi «su prodotti che vengono dalle colonie israeliane in Palestina».

Lo spunto arriva dalla domanda dei cronisti se fosse confermata la linea di due interrogazioni sul memorandum di intesa tecnologico tra Acea e l'azienda israeliana Mekorot. La prima, a firma di esponenti 5Stelle, tra cui Virginia Raggi, del passato Consiglio di Roma; la seconda avanzata in Parlamento nel 2014 da Federica Daga. «Per quella di Roma - risponde Di Maio - chiedete ora al neo sindaco Raggi». «Per quella in Parlamento - afferma invece Di Stefano - probabilmente analizza come operi la Mekorot in Israele. E ribadisco che, come l'Onu, noi non riconosciamo le colonie israeliane. Quindi tutto ciò che viene da lì per noi va quanto meno evidenziato. Abbiamo chiesto l'etichettatura speciale sui prodotti delle colonie».

Di Stefano a proposito della Striscia, sostiene che sarebbe «ingiusto definire tutti gli abitanti di Gaza come appartenenti ad Hamas perché sarebbe come dire che tutti i siciliani sono mafiosi». La delegazione a Gerusalemme visita anche il Cimitero delle vittime del terrorismo: «Condanniamo ogni forma di violenza - avverte Di Maio - e vogliamo eliminare tutti gli ostacoli verso la pace. L'unica rotta percorribile è quella dell'Onu: 2 popoli 2 Stati». Domani M5S incontrerà esponenti dei partiti israeliani alla Knesset, il Parlamento.

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