M5S, Gallo: «Siamo passati dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo
​a quello di Luigi Di Maio»

Battaglia per la leadership M5S
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Sabato 16 Settembre 2017, 15:52

Cominciano a uscire allo scoperto i forti malumori per la leadership di Luigi Di Maio. Su facebook parla un deputato campano, Luigi Gallo, esponente dell'ala ortodossa, vicinissimo a Roberto Fico.

«Dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. A voi i commenti!» scrive Gallo, critico con le nuove regole del Movimento. «È quello che accadrà con la prossima votazione degli iscritti del M5S. È per questo che tutti gli iscritti devono sapere quali sono i poteri del capo del Movimento 5 Stelle definiti dal regolamento interno». Così Gallo si mette a spiegare per filo e per segno quali sono le prerogative del capo politico del M5S decise per statuto. "Capo politico" è una dicitura, secondo gli ortodossi, terribilmente simile a quel "capo della forza politica", funzione che assumerà automaticamente il vincitore del voto online di sabato 23 settembre.

Ecco cosa potrebbe trovarsi a fare Di Maio se diventasse candidato premier. Scrive Gallo:
«il capo politico del movimento 5 stelle indice le votazioni in rete; il capo politico sceglie i temi da mettere in votazione in rete; il capo politico definisce le regole per le candidature nazionali e locali degli iscritti del m5s, d'intesa con il comitato d'appello; il capo politico ha il potere di ripetere una votazione per le modifiche del non statuto e del regolamento interno e ripetere votazioni che in prima istanza erano state limitate agli iscritti di una città o di una regione; il capo politico del movimento 5 stelle sceglie il collegio dei probiviri da mettere in votazione in rete; il collegio dei probiviri è un organo di garanzia del movimento 5 stelle che ha facoltà di sospendere iscritti e portavoce e decidere in merito alle sanzioni disciplinari e alle espulsioni; il capo politico del movimento 5 stelle, può con una votazione in rete di tutti gli iscritti del m5s cancellare la decisione del collegio dei probiviri o del comitato d'appello». E infine l'amarissima conclusione di Gallo: «A voi i commenti».

C'è da dire che Gallo si batte da tempo per una leadership alternativa a quella di Luigi Di Maio. Sempre sui social ha promosso un manifesto aperto tracciando l’identikit del Presidente del Consiglio ideale del M5S. Tra i punti programmatici si leggono in controluce le tante critiche a Di Maio. «Il mio presidente del consiglio - scrive Gallo - è fuori dagli schemi neoliberisti e del regime capitalista, sa prendere a schiaffi le lobby, non affida la linea politica ad amministratori delegati e a tecnici di chiara fama facendo entrare dalla finestra i poteri forti, stabilisce in trasparenza i criteri e le modalità di ogni nomina al governo e nei ministeri, sceglie i suoi ministri con gli strumenti di intelligenza collettiva, facendosi dare una rosa di nomi per ogni ministero dai 140mila iscritti alla piattaforma di democrazia diretta del M5S». Gallo incassa il “like” di Carlo Sibilia e il tifo della senatrice Paola Nugnes: «Il mio presidente è solo un portavoce che si ispira ai valori storici del M5S». 


 

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