M5S ancora sotto attacco dell'hacker Rouge 0
che si bulla: «Anche Matteo Renzi ha donato a Rousseau»

M5S sotto attacco degli hacker
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Sabato 5 Agosto 2017, 16:25 - Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 16:56

C'è anche una fantomatica donazione da un milione di euro dell'ex premier Matteo Renzi nei tabulati che sta rilasciando l'hacker «Rogue0». Il pirata informatico ha twittato un collegamento ipertestuale che svela i donatori del M5S e a un certo punto dell'elenco si legge una stringa di testo (non si capisce chi e quando l'abbia inserita però) con una donazione del 2 maggio 2016 a nome di «Matteo Renzi», città: Roma, con tanto di mail istituzionale del governo. 

L'hacker da tre giorni sta "trollando", ovvero scrive messaggi provocatori agli account ufficiali del M5S e sta appunto continuando a rilasciare intere porzioni di elenchi prelevati, sostiene lui stesso, dai database di Rousseau, la piattaforma operativa del M5S in cui confluiscono donazioni economiche ma in cui soprattutto gli utenti interagiscono votando candidati alle elezioni, dalle amministrative alle politiche) ed esprimendo preferenze sul programma elettorale. Tra le provocazioni lanciate oggi c'è quella di vendere l'intero database per 0,3 bitcoin. 
Tra gli attivisti, anche ex o semplicemente non più attivi, comincia a salire la preoccupazione.

«L'intero database con nomi e dati personali di tutti gli iscritti al M5S (compresi i non più attivi come me, temo) è in vendita online per 0,3 bitcoin (circa 800 euro)» scrive su facebook Vittorio Bertola, ex consigliere M5S di Torino. 

L'hacker vuole minare proprio la credibilità del M5S e delle sue consultazioni on line con gli iscritti. Dal suo account Twitter sta scrivendo direttamente a Beppe Grillo: «La vostra democrazia è stata hackerata!». Scrive un po' in inglese e un po' in italiano: «Cause you know, as #admin i can always do what i want, just as you always did» (Da admin, che sta per amministratore del sito web, posso fare ciò che voglio, proprio come avete sempre fatto voi). 

E oggi sono uscite nuove paginate con altri dati sensibili sulle donazioni, con tanto di nomi, cognomi, indirizzi mail. ​«E dunque chi facciamo oggi eletto candidato?», ha scritto su Twitter invitando Beppe Grillo a «confessare le bugie» e prima di pubblicare un elenco in cui si leggono nomi e cognomi di diversi «eletti candidati» di alcune città italiane. Ma Rouge0 avrebbe anche carpito informazioni sui meetup organizzati attraverso la appena nata funzionalità «Call to Action», applicazione di Rousseau che permette di geolocalizzare e diffondere iniziative sui territori. La call più recente risale a giugno 2017. Se i dati diffusi anche oggi dall'hacker fossero veri, testimonierebbe come l'attacco sia recente.

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