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Letta: Italicum come il porcellum, voto no. Poi punge Renzi: meglio un libro di un hashtag

Letta: Italicum come il porcellum, voto no. Poi punge Renzi: meglio un libro di un hashtag
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Domenica 3 Maggio 2015, 14:52 - Ultimo aggiornamento: 16:59

«Ritengo che il cambio di fase rappresentato da Renzi sia un cambio di fase che necessita di una riflessione più profonda rispetto a semplice interviste, battute». Lo afferma l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta a In 1/2h su Rai 3, presentando il suo volume e aggiungendo «un libro è meglio di un hashtag. Letta ha poi precisato che lui e Romano Prodi hanno scritto questi due volumi «indipendentemente l'uno dall'altro. Non c'è nessuna manovra».

Il premier nei giorni scorsi aveva risposto in modo sprezzante alle critiche di Letta e Prodi dicendo in sostanza che le loro dichiarazioni erano dovute alla necessità di promuvoere due libri in uscita.

«Il cambio di fase che Renzi ha rappresentato necessita di una riflessione più profonda e penso che un libro sia meglio di un hashtag e non penso che una fase come questa possa essere risolta con un hashtag. Renzi propone la contrapposizione tra vecchio e giovane. Ho visto fare a persone come Ciampi, Prodi e Draghi coste straordinarie, sopra i 60 anni e nel caso di Ciampi sopra i 70. Il tema è apertura-chiusura, bisogna lavorare su questa contrapposizione», ad esempio di fronte ai temi dell'immigrazione e dell'Europa, ha argomentato Letta aggiungendo che Renzi «propone un altro tipo di separazione, che è contrapposizione tra vecchio e giovane dove tutto ciò che è giovane è, in quanto giovane, giusto».

«Il Porcellum l'ha eliminato la Corte Costituzionale» mentre con l'Italicum «abbiamo un parente stretto del Porcellum», ha poi affermato l'ex presidente del Consiglio, annunciando che voterà «contro» il provvedimento perché, ha spiegato, «non condivido metodo, percorsi, contenuti».

L'Italicum? «Vorrei che non fosse mai approvata e mai firmata», ha aggiunto Letta sottolineando: «Non mi scandalizzerò se Mattarella la firmerà» perché è una «valutazione sulla costituzionalità della legge» non sulla sua opportunità politica.

«Nel Pd la discussione è pesante ed è indubbio che la logica di partito con un'idea secondo la quale le regole si fanno assieme e che oggi la viola crea un po' di sconcerto negli elettori». Cosa accadrà dopo il voto di domani? «Per un po' ci sarà la voglia di tutte la parti di far calare un po' la polvere», ha detto Letta.

Letta ha quindi ribadito il suo «atteggiamento di contrarietà alle forzature applicate» sulla legge elettorale. Si è detto «sorpreso dalla accelerazione, non me lo aspettavo» e ha sostenuto che in fondo si è fatta la stessa cosa «di quello di cui accusammo Berlusconi con il Porcellum, cioè una legge elettorale faccia a maggioranza». Invece per Letta «è assolutamente fondamentale la linearità e la coerenza. Mi hanno detto che da ex premier sbagliavo ad essere così duro ed invece no».

«Renzi politicamente è forte. Si vede che Renzi ha molte capacità di convincimento. Io non ci ho pensato un attimo, in tanti sono arrabbiati con me perché ho fatto quella scelta. Renzi ha leadership, ha forza e applica questa forza», ha detto ancora Letta rispondendo a chi gli chiede il motivo della spaccatura della minoranza Pd sull'Italicum.

«Se Renzi ha forzato molte regole? Eh. Ma siamo diversi proprio per questo», ha risposto ancora Letta a Lucia Annunziata che gli chiedeva perché non era il caso di «forzare un po' la mano» in questo periodo politico. «Le regole vanno rispettate e applicate anche quando si perde consenso - ha aggiunto - del resto chi fa politica non lo deve fare solo per avere consenso».

«Penso che tecnicamente non sia possibile votare, finché non si approva la riforma del Senato. Votare significherebbe andare al Senato con il Consultellum. Andare alle urne sarebbe un errore, ci sono tanti problemi in Italia e c'è un premier forte che deve fare delle cose», ha quindi affermato Letta.