Leopolda, alleanze e posti in lista: è sfida aperta fra Boschi e Lotti

Leopolda, alleanze e posti in lista: è sfida aperta fra Boschi e Lotti
di Marco Conti
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Domenica 26 Novembre 2017, 09:58 - Ultimo aggiornamento: 13:00

dal nostro inviato

FIRENZE - «Credo ad un'idea di centrosinistra unito, non sui nomi, ma sulle proposte, non sui nomi, ma sulle idee. Sulle idee prossimo ritrovarci tutti insieme». Luca Lotti getta il cuore oltre l'ostacolo. Parla del centrosinistra in costruzione ma non solo. Il ministro per lo Sport è l'anima dialogante del renzismo e la mano tesa va anche in direzione di coloro che mesi fa hanno lasciato il Pd. Sul palco della Leopolda di alleanze non si parla esplicitamente.
Si alternano testimonial della società civile che si occupano di handicappati, ragazzi autistici, donne che hanno subito violenza come Lucia Annibali. La giovane avvocatessa, sfregiata con l'acido dall'ex fidanzato, viene presentata dalla ministra Maria Elena Boschi. Pantaloni e camicetta rossa, la Boschi è il vero motore della Leopolda. Ai giovani seduti sul palco dietro alle scrivanie, tocca il compito di presentare gli ospiti. A guidare il gruppo di ventenni Caterina Carpinella. Non proprio una millenians, già componente della direzione del Pd fiorentino, e strettissima amica della Boschi.

LE POSIZIONI
Il timone della tre giorni in mano alla ministra non è una novità se si guarda al passato. Meno se si considera che con la fine della legislatura si affollano i provvedimenti da approvare e si apre la questione delle liste. Alla prima Leopolda dopo la sconfitta referendaria del 4 dicembre dello scorso anno, si respira aria di rivincita e fretta di andare al voto anche nei tavoli del programma che occupano la mattinata. «Il giorno non importa, ma basta che sia marzo» sostengono renziani di stretta osservanza.

Prima però ci sono diverse cosucce da mettere a posto. Di una, la manovra di Bilancio, parla Yoram Gutgeld a fine giornata. Reintroduzione del bonus bebè e abolizione del superticket le richieste «degli alleati che vanno accolte», sostiene Renzi. Ius soli e biotestamento le due leggi da completare e che il popolo della Leopolda sostiene perché ha applaudito il segretario quando racconta l'incontro con Paola, «compagna affetta da distrofia e da dodici anni inchiodata ad un letto» e Michel Tchetchoua, ex rifugiato politico camerunense, adesso cittadino italiano, dal palco definisce questa legislatura «l'ultima spiaggia» per approvare lo ius soli. E la spinta che arriva dalla Leopolda sul governo è fortissima. Un «fuori i soldi» e «fuori il calendario di palazzo Madama», che taglia la platea.

In prima fila la Boschi che di recente, in occasione della definizione dei collegi elettorali, ha mostrato di continuare ad essere la custode dell'anima più intransigente del renzismo. «Sfumature», sostengono quelli del Nazareno, rispetto a Luca Lotti sminatore e ambasciatore al tempo stesso. Nel governo, come tra gli alleati e persino tra gli ex della fu-ditta. Prossimo e imminente appuntamento per il yellow submarine, il sottomarino giallo come lo definiscono gli amici, la formazione delle liste e la trattativa con gli alleati per dividersi i collegi.

FRONTI OPPOSTI
Ancora una volta Boschi e Lotti, più o meno apparentemente su fronti opposti. La prima a difendere gli uomini e le donne che più rappresentano lo spirito della rivincita che si respira alla Leopolda di lotta. Al secondo il compito di trovare le compatibilità tra Pd e alleati. Tra Pisapia che vuole allargare l'alleanza al centro ma non vuole riconoscere ruoli ad Alfano, e gli stessi centristi che in pochi, ma decisivi collegi, rischiano di fare la differenza rispetto al centrodestra a trazione leghista. Perché aver lavorato da protagonista su liste e collegi per conto del Pd può produrre più di un vantaggio se alle elezioni non dovesse vincere nessuno.

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