PAPA FRANCESCO

Le sfide e i conflitti/ Le parole di Francesco e le soluzioni che mancano

Martedì 25 Novembre 2014 di Giulio Sapelli
I tempi di crisi sono sempre tempi di attesa. Attesa di cambiamento e di divenire.

La persona è l’unico essere vivente sulla terra che si ponga il problema del divenire. E se dovessimo ricercare una definizione di sacro tanto profonda quanto condivisibile potremmo definire sacro tutto ciò che proietta la nostra anima nel divenire. In definitiva è questo che fa la differenza tra la morale e la religione.



La morale è l’impegno personale che colui che sente in sé il dovere pone in atto ogni giorno, come se dal suo fare dipendessero i destini del mondo. La religione è tutto questo con in più un principio di trascendenza e per la grande tradizione giudaico-cristiana questo principio di trascendenza è sempre un’idea di salvezza: una teodicea. Qui sta l’attesa: attendiamo parole di salvezza. A questo pensavo mentre ascoltavo il discorso del Santo Padre pronunciato in uno dei centri della crisi mondiale: il Parlamento europeo di Strasburgo.



Gesù Cristo passa con noi e dinanzi a noi ogni giorno e nel Vangelo ritroviamo non tanto e non soltanto un insieme di principi morali ma il segreto profondo della speranza cristiana: la Resurrezione. Le pie donne scuotono l’incredulità degli Apostoli e annunciano che Cristo è risorto. È di questa speranza che abbiamo bisogno. Che si risorga dalla crisi salvando tutta l’umanità a partire dagli ultimi. E bene ha fatto Papa Francesco a richiamarci alle attese, ai bisogni, alle disperazioni degli ultimi.



Non dovremmo mai dimenticare né queste attese né questi bisogni. Ed è giusto richiamarli in un Parlamento che dovrebbe avere la sua intima vocazione, ieri come oggi come domani, nell’ascolto di questi bisogni trovando le soluzioni politiche, istituzionali, economiche per risolverli.



Papa Francesco ricorda sempre, giustamente, questa necessità. E lo fa con quella straordinaria, calda, illuminante semplicità che riscatta la fede dei semplici e la unisce a quella di coloro che affrontano le più delicate questioni teologiche. Ma è proprio questa semplicità che ci fa ricordare che l’essenza stessa di quella scelta di salvezza di cui prima parlavamo risiede tanto nella grazia della fede quanto nella liberà personale. Dunque, un messaggio forte, destinato a scuotere.



E tuttavia, tale messaggio avrebbe potuto essere assai più forte rispetto alle grandi sfide che attendono l’Europa. Sfide dinanzi alle quali l’Unione non solo non vuole ma non sa rispondere se non con conflitti dilaceranti e diplomatismi che hanno conseguenze devastanti. L'immigrazione clandestina, per esempio, deve trovare una soluzione sul piano delle politiche unitarie, abbandonando sterili invocazioni alla solidarietà che sono appunto sterili se non sono finalizzate a ridefinire tutte - dico tutte - le politiche europee di circolazione delle persone, sino allo stesso Accordo di Schengen. Ebbene, se non si ha una soluzione efficace per risolvere tale problema, sarebbe più utile neppure evocare tali temi e rivolgersi invece ai grandi problemi teologici che ho ricordato all’inizio di questa mia riflessione.



Così è per il dramma della disoccupazione. Esistono diverse opzioni per combatterla, ma su di esse ci dividiamo in modo incomprensibile e irresponsabile, tutti noi, donne e uomini di buona volontà. E questo non è bene. Tuttavia, se non si è in grado di proporre una linea di intervento chiara, di grande respiro, non solo quindi una invocazione caritatevole, sarebbe forse più opportuno affrontare il tema partendo dal Vangelo e lì rimanere quale ispirazione alta e solenne.



Sollevare i problemi senza indicarne le possibili soluzioni aumenta l'angoscia dell'esistere. E dunque noi dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana attendiamo quella speranza cui ho fatto cenno all'inizio: i forti pensieri del Santo Padre siano radicali non solo nell'evocazione, ma anche sul piano di una teoria dell'essere che quei problemi non invochi soltanto, ma contribuisca, con alte aspirazioni, a risolvere.

Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 00:16

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