Fake news, Renzi presenta il primo rapporto e chiede a Lega e M5S di chiarire l'intreccio di siti e post falsi

Fake news, Renzi presenta il primo rapporto e chiede a Lega e M5S di chiarire l'intreccio di siti e post falsi
di Marco Conti
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Martedì 12 Dicembre 2017, 16:24 - Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre, 10:57

ROMA  «Tutti dicono di essere contro le fake news, la propaganda deviante e la diffamazione sui social; in questa battaglia, però, il pronunciamento e l'intervento di altre forze politiche si fa attendere». Come promesso da Matteo Renzi, il Pd ha pubblicato su 'Democratica’ il primo rapporto periodico sulle fake news. Una serie di dati e report documentati che puntano il dito contro M5s e Lega. «A differenza degli altri, il Pd non ci ha pensato un attimo a prendere le debite distanze dai toni e dal linguaggio aggressivo e inappropriato utilizzati in una card pubblicata da alcuni attivisti del Pd qualche settimana fa. Perché il M5s non ha fatto altrettanto in questo caso?», si legge su 'Democraticà con riferimento alla falsa foto dei funerali di Totò Riina con Maria Elena Boschi e Laura Boldrini. Il rapporto spiega il percorso di alcune fake news, per una intesa sulla censura alla rete, sui social e su Internet e indica i legami tra quest account 'crea bufale’ con M5s e Lega. «In questo scenario, fare chiarezza e dissipare i dubbi dovrebbe essere un obiettivo comune a tutte le forze politiche. Per cominciare, Di Maio potrebbe prendere le distanze dai canali unofficial meno trasparenti che supportano il suo Movimento, come ha fatto il Pd nei confronti di un gruppo di sostenitori che per attaccare i nostri avversari aveva utilizzato dei toni aggressivi e deprecabili seppur non disinformativi o diffamanti.

La prima denuncia riguarda una bufala - video che mostra le immagini di un incontro tra il segretario del Pd Matteo Renzi e il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. «L'incontro - sostiene il Pd - è realmente avvenuto ad agosto 2016 a Palazzo Chigi, ma la fake news ne trasforma i contenuti facendolo passare come un incontro avvenuto questo mese nella 'villa’ di Renzi a Firenze in cui i due avrebbero parlato di come censurare la libera informazione sul Web. Il video viene immediatamente ripreso, di certo non umoristicamente, da 3 pagine un-official del M5S (Virus5Stelle, M5SNews, Vogliamo il Movimento 5 Stelle al Governo). Due di queste (Virus5Stelle e Vogliamo il Movimento 5 Stelle al Governo), peraltro, sono amministrate dalle stesse persone: Daniele Ferrari e Adriano Valente. Ferrari è anche admin di M5SNews, mentre Virus5Stelle è la stessa pagina che pubblicò in data 22 novembre la card sul funerale di Riina dove comparivano autorevoli rappresentanti istituzionali e del Pd: David Sassoli, Maria Elena Boschi, Laura Boldrini e Francesco Verducci e che in realtà si riferiva a tutt'altra cerimonia: il funerale di Emmanuel Chidi Namdi. Il sopracitato Valente, da parte sua, è anche admin di M5Snews. Uno strano intreccio di rimandi che sfrutta la buona fede di chi non sa giudicare né la veridicità dei contenuti, né tantomeno ne conosce l'origine 'satirica’.

«La rappresentazione della rete emersa da questa prima ricognizione - si legge nel rapporto - risulta quanto mai opaca e intricata. Amici e avversari si confondono spesso. I legami con network esteri e noti canali di propaganda populista e disinformativa non mancano. Fare chiarezza e dissipare i dubbi dovrebbe essere un obiettivo comune a tutte le forze politiche». Sul quotidiano online del Pd, diretto da Andrea Romano, si legge nelle conclusioni che «Di Maio potrebbe prendere le distanze dai canali unofficial meno trasparenti che supportano il suo Movimento. Allo stesso modo, Matteo Salvini potrebbe spiegare perché l'account ufficiale della Lega si sia pubblicamente legato a un sito parte di una rete internazionale di disinformazione».

Quanto valgono i siti accusati di diffondere fake news? «Da una stima relativa al traffico e agli introiti pubblicitari, il solo sito ‘Adesso Basta’ è capace di realizzare circa 300mila visite e 400mila visualizzazioni di pagina al mese, consentendo di fatturare fino ai 10mila euro. E tutto grazie a notizie fasulle e faziose». Nel report si legge anche che «’Adesso Basta’ è una delle più influenti pagine unofficial su Fb, e attualmente sostiene posizioni di estrema destra in italiano» e «in passato aveva assunto posizione contrarie a Hillary Clinton tramite la pubblicazione di un pezzo in lingua inglese». Sul presunto legame tra il sito web e la Lega, nel rapporto si sottolinea che “da un'analisi più attenta sulle attività di ‘Adesso Basta’ emerge qualche dubbio sulla sua natura spontanea e indipendente. Negli ultimi mesi ci sono infatti state reciproche condivisioni tra account ufficiali Twitter e Facebook della Lega Nord e il sito AdessoBasta».

 «La connessione tra le attività di Adesso Basta e Lega Nord è rafforzata dalle amicizie FB del creatore del gruppo FB ufficiale della pagina, Michele Marrone. Il gruppo si chiama Adesso Basta! Movimento Italiano Contro La Politica Corrotta! I suoi amministratori sono però tutti profili fake. Una volta chiamati in causa da David Puente (blogger e debunker, ndr) nell'articolo richiamato sopra, questi ultimi hanno immediatamente cambiato foto profilo. Lo stesso Marrone fino a qualche giorno fa utilizzava come foto profilo l'immagine di un ragazzo siciliano morto in un incidente stradale», si legge nel sito. E Democratica osserva:«Non è la prima volta che il nome di Morisi è associato a insolite connessioni: ricordiamo che il sito di Noi con Salvini era già stato chiamato in causa nella recente inchiesta del New York Times poiché condivideva gli stessi account pubblicitari Google con siti non ufficiali di area M5S (nello specifico, Info5Stelle e Videoa5Stelle), siti complottisti e siti pro Putin (iostoconputin.info, mondolibero. org)». «L'account pubblicitario Google in questione è di proprietà di tale Marco Mignogna, attivista della Lega che avrebbe »dimenticato« di cambiare il codice condiviso con i siti pro M5S citati in precedenza e che non ha mai chiarito il motivo della sua dedizione a entrambe la cause politiche. Mignogna è davvero un attivista sia del M5S che della Lega? Vediamo meglio. Al di là dei social, tra Morisi e Mignogna paiono esserci dei contatti reali: i due si dichiarano infatti pubblicamente amici fraterni. Non solo: nonostante Mignogna si dichiari attivista M5S Morisi non ha perso occasione di complimentarsi con lui, ringraziandolo per aver aiutato la Lega nella creazione e nella gestione del sito e della community di Noi con Salvini. Mignogna, inoltre, su Facebook vanta non solo la prestigiosa amicizia di Morisi ma anche quella - ricambiata - di Luigi Di Maio», si legge sempre su Democratica.

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