Migranti, l'Ue apre: «Rivediamo la missione Sophia». Ma Serraj avverte: «Niente centri in Libia»

Migranti, l'Ue apre: «Rivediamo la missione Sophia». Ma Serraj avverte: «Niente centri in Libia»
2 Minuti di Lettura
Sabato 21 Luglio 2018, 09:41

Segnali di apertura da Bruxelles verso l'Italia sui migranti, mentre il leader libico al Serraj chiude all'istituzione di centri Ue sulle coste africane: «Siamo assolutamente contrari all'idea che l'Europa ci chieda ufficialmente di collocare immigrati illegali che l'Ue non vuole accogliere», ha dichiarato in un'intervista alla Bild sottolineando che «non saremo d'accordo anche a qualsiasi intesa con fondi Ue».

La Commissione europea si è invece detta «pronta a svolgere pienamente la sua funzione di coordinatrice» della cellula di crisi suggerita dal premier Giuseppe Conte, anche se «soltanto come tappa in direzione di un quadro più stabile». E anche sulla missione Sophia il Comitato politico e di sicurezza dell'Ue (Cops) ha aperto alle richieste di Roma per una modifica delle regole operative della missione (ovvero che non tutti i migranti salvati in mare dalle navi europee siano sbarcati in Italia). Nel quadro della revisione, da concludere «entro poche settimane», si terrà conto in particolare dei nuovi orientamenti espressi dal Consiglio europeo di giugno, soprattutto per quanto riguarda lo sbarco delle persone salvate in mare.

In una lettera di quattro pagine, il presidente dell'esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker ha replicato alla missiva del premier Conte e ha dato ragione all'Italia, ma ha fissato qualche punto fermo ricordando che «l'Ue non ha competenza per determinare il luogo/porto sicuro per gli sbarchi in seguito a un'operazione di ricerca e salvataggio in mare» e parallelamente che soluzioni ad hoc, come quella avvenuta per lo sbarco a Pozzallo, «non rappresentano un modo di procedere sostenibile e soddisfacente». «Un altro importante passo in avanti», ha commentato Conte. «La risposta di Juncker accoglie il principio secondo cui l'immigrazione è una sfida europea, che riguarda tutti i 28 Paesi e che quindi richiede soluzioni europee e non di un singolo Paese», ha scritto in un post dove ha pubblicato la lettera.

Palazzo Berlaymont ha anche confermato che il lavoro della Commissione «proseguirà per tutta l'estate» e che la prossima settimana presenterà «dettagli in più sui due concetti della cooperazione sugli sbarchi sia con i Paesi terzi che con l'Ue».

LA RICHIESTA
Dopo lo stallo di mercoledì inoltre, il Cops, come si diceva, ha riesaminato la richiesta dell'Italia di modificare Sophia. Una proposta in questo senso sarà presentata in tempi rapidi, probabilmente già la settimana prossima, per arrivare a una revisione strategica della missione Eunavfor Med e del suo piano operativo entro poche settimane. Nel quadro della revisione, si terrà conto in particolare dei nuovi orientamenti espressi dal Consiglio europeo, soprattutto per gli sbarchi dei migranti salvati in mare. Ma in attesa di procedere alla revisione del piano operativo, le regole della missione resteranno le stesse.

© RIPRODUZIONE RISERVATA