Insultò Kyenge, Borghezio condannato: dovrà risarcire l'ex ministro con 50mila euro

Venerdì 1 Settembre 2017
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Maxi risarcimento per Kyenge
«È di tutta evidenza» che «le espressioni utilizzate nel corso dell'intervista, ascoltata da molte persone sono particolarmente diffamatorie perché si fondano su un'idea razzista della inferiorità della cultura del Paese d'origine». È per questo che i giudici della Quarta sezione del tribunale di Milano hanno condannato l'esponente leghista Maurizio Borghezio al pagamento di una multa di 1000 euro e a un risarcimento di 50mila euro all'ex ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge per un'intervista alla trasmissione radiofonica La Zanzara del 29 aprile 2013 in cui aveva affermato «gli africani sono africani» riferendosi a «tradizioni tribali, il bonga bonga» e, aggiungendo, tra le altre cose, «un c... che gli abbiamo dato un posto in un'Asl». I giudici hanno riqualificato l'originaria imputazione di propaganda di idee fondate sulla superiorità e l'odio razziale in diffamazione aggravata.

«L'attacco al Ministro Kyenge non ha riguardato solo le sue convinzioni politiche in materia di immigrazione e leggi sulla cittadinanza, ma anche la sua persona in quanto originaria di un Paese africano» spiegano i giudici i quali negano che si tratti di una «critica politica», come sostenuto dalla difesa. Né, per i giudici, «si può dire che l'intervista abbia qualcosa a che fare con la satira». «Per affermare che la civiltà africana non ha prodotto grandi geni, basta consultare l'Enciclopedia di Topolino, non occorre che lo dica io», aveva aggiunto Borghezio il cui messaggio, per la Corte, «non è solo di natura politica ma si traduce in disprezzo verso la persona offesa a causa della sua origine africana». I giudici spiegano perché hanno derubricato il reato in diffamazione aggravata.

«Il concetto di propaganda razzista - argomentano - non è una semplice manifestazione di opinione, ma è integrata da una condotta volta alla persuasione e a ottenere il consenso del pubblico, come può avvenire, ad esempio, nel corso di un comizio o di un'assemblea». Cosa che in questo caso non sarebbe accaduta.
Ultimo aggiornamento: 2 Settembre, 14:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA