GIURAMENTO

Governo Conte al via, i ministri hanno giurato al Quirinale

Venerdì 1 Giugno 2018
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Via al governo di Giuseppe Conte. Il premier e i 18 ministri (5 donne) hanno giurato oggi al Quirinale davanti al capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il presidente del Consiglio dopo la cerimonia ha fatto il suo ingresso a Palazzo Chigi accolto da picchetto d'onore. Poi lo scambio di consegne con Paolo Gentiloni con il tradizionale passaggio della campanella

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Il giuramento. Al Colle ha giurato prima il presidente del Consiglio, poi i ministri. Tutti hanno pronunciato la formula di rito: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione». 

 

Finito il giuramento il governo è entrato nella pienezza dei suoi poteri. «Confesso, emozionato e felice», ha scritto il leader della Lega su Twitter che allega anche un selfie fatto dentro il salone delle Feste al Quirinale in attesa di giurare come ministro dell'Interno.

 


Salvini in cravatta verde scura. Per la prima volta vicini in pubblico, Luigi Di Maio e Salvini sono seduti accanto e in prima fila al giuramento nel salone delle feste al Quirinale. Il primo, in abito scuro e super sorridente. Il leader della Lega in giacca blu, non ha rinunciato alla cravatta verde (scuro), alla spilletta del Carroccio e a diversi braccialetti colorati. La squadra dei ministri del governo Conte è tutta vestita prevalentemente in scuro. Spiccano la giacca bianca del ministro Barbara Lezzi, la cravatta arancione del professor Paolo Savona (seduto tra Lorenzo Fontana e Enzo Moavero Milanesi) e la borsa lilla e la collana di perle di Elisabetta Trenta.

 

 

Sporto in avanti, i gomiti appoggiati sulle ginocchia, osserva i ministri giurare e accenna più di un sorriso e qualche battuta a Di Maio, seduto al suo fianco. Particolarmente sciolto appare, durante la solenne cerimonia di giuramento del governo al Quirinale, il neo ministro dell'Interno, vicepremier nonché leader della Lega Salvini.

 


Salvini. In abito blu e cravatta verde Lega, Salvini è stato il primo a giurare dopo il premier e prima del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Di Maio. «Ecco il governo del cambiamento», ha twittato Di Maio. La delegazione M5S è arrivata unita al Quirinale a bordo di un taxi-van. I neo ministri, sorridenti, sono stati accolti dagli applausi di un nutrito gruppo di persone radunate sulla via del Quirinale al momento del loro ingresso nel palazzo.

Savona agli Affari europei «non è un passo indietro, ma abbiamo raddoppiato: se si vogliono ricontrattare alcune regole europee quello è il posto giusto», ha detto Salvini lasciando il Quirinale dopo il giuramento. C'è anche, ha aggiunto, «un ministro dell'Economia in perfetta sintonia con Savona, quindi nessun passo indietro, ma si è raddoppiato».

«Siamo stati votati per avere più sicurezza e su questo lavorerò per prima cosa, ho già diverse idee», ha detto il neo ministro dell'Interno uscendo dal Quirinale dopo il giuramento dei ministri del governo Conte. «Se questo Governo durerà 5 anni? Almeno dieci», ha aggiunto. «Gli immigrati che campeggiano qui a pranzo e cena sono evidentemente troppi», ha proseguito il vicepremier e ministro dell'Interno, a chi gli chiedeva della sua dichiarazione di ieri in merito al taglio dei fondi per gli immigrati.

Anche Savona ovviamente ha giurato al Colle nelle mani del capo dello Stato. L'economista euroscettico, spostato dall'Economia agli Affari europei dopo un lungo braccio di ferro tra M5S-Lega e Quirinale, legge la formula di rito che ufficializza il suo ingresso nel governo giallo-verde. Dopo averla pronunciata, Savona stringe la mano a Mattarella che gli fa gli auguri di buon lavoro. «Specializzato in silenzi». Sono le uniche parole che il neo ministro ha pronunciato all'uscita dal Quirinale. Nonostante le ripetute domande dei giornalisti, Savona ha raggiunto la macchina accompagnato dalla scorta per raggiungerePalazzo Chigi, senza aprire bocca.

 

 

Moavero. Lavoreremo «uniti e motivati tutti insieme». Così il neoministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, all'uscita dal Quirinale dopo il giuramento. «Non siamo un governo militare» ha chiosato rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se riuscirà a tenere nei ranghi Salvini e Di Maio.

Tria. «Nessuna forza politica vuole l'Italia fuori dall'Euro». Lo ha affermato il ministro dell'Economia Giovanni Tria conversando con i giornalisti a margine del ricevimento al Quirinale per la Festa della Repubblica.

Di Maio. «Guardate che spettacolo! Questa è la squadra dei ministri del Movimento 5 Stelle. Siamo tantissimi e pronti a far partire il governo del cambiamento e a migliorare la qualità della vita di tutti gli italiani. I ministri sono o nostri parlamentari e esponenti storici», ha scritto Di Maio su Facebook.

Mattarella. «Va arrestato con fermezza ogni rischio di regressione civile in questa nostra Italia e in questa nostra Europa affermando un costume di reciproco rispetto, mettendo a frutto le grandi risorse di generosità e dinamismo dei nostri concittadini. Con l'auspicio che il 2 giugno possa essere in ogni territorio l'occasione di una rinnovata condivisione dei principi e degli ideali repubblicani, rinnovo gli auguri di buon lavoro a voi prefetti e a quanti con voi celebrano la festa della Repubblica», ha detto Sergio Mattarella nel suo messaggio ai Prefetti per il 2 Giugno.

Gentiloni. «Grazie a tutta la squadra di governo. E a mia moglie. Servire l'Italia è stato un onore. Oggi la lasciamo in condizioni migliori di quelle di cinque anni fa», ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni, pubblicando una foto che lo ritrae nel suo ufficio a Palazzo Chigi con la moglie Emanuela Mauro. 

Prima di lascaire palazzo Chigi Gentiloni ha stretto la mano di Di Maio e Salvini, seduti in prima fila nella sala dei Galeoni, prima di passare la campanella al nuovo presidente del Consiglio. Conte ha stretto a sua volta la mano ai suoi due vicepremier, prima della cerimonia. Gentiloni, dopo il passaggio della campanella al suo successore, è stato salutato dal picchetto d'onore ed è andato via in auto con la moglie. A lui i dipendenti di Palazzo Chigi presenti nel cortile o affacciati alle finestre hanno tributato un applauso di saluto. 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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