Nuovo vertice tra Salvini e Di Maio: grana Savona. Fico-Casellati al Colle

Fico al Qurinale, poi Casellati
Vertice a Montecitorio tra i leader di Lega e M5S Matteo Salvini e Luigi Di Maio. All'incontro, diversamente da quanto sembrava in un primo momento, non era presente il premier designato dai due partiti, Giuseppe Conte. All'esame dei due leader la composizione della squadra di governo che, a quanto risulta, sarebbe comunque completata mantenendo, allo stato, l'indicazione di Paolo Savona all'Economia. Sull'assetto della squadra il candidato premier e i due leader starebbero comunque facendo gli approfondimenti.

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Intanto stamani il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale i presidenti di Camera e Senato dopo che ieri Lega e M5S hanno indicato Giuseppe Conte come premier. Il primo a salire al Colle è stato il presidente della Camera, Roberto Fico, che è stato a colloquio con il capo dello Stato per circa mezzora. Alle 12 è arrivata invece la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Anche per lei colloquio di poco meno di 30 minuti. Nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni.

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E' un puzzle complicato, segnato dalla triangolazione tra M5S, Lega e Quirinale, quello del governo del professor Conte. Ancora non c'è la soluzione sui ministri e i nodi restano diversi. I tempi attesi per scioglierli non sono brevissimi e sull'Economia, sul quale l'occhio del Quirinale è più che mai attento, c'è il rischio di un braccio di ferro tra il duo Di Maio-Salvini e il Colle. Con i primi che, al momento, non sembrano voler recedere dalla loro scelta iniziale, l'ex ministro dell'Industria del governo Ciampi Paolo Savona.

 


I due leader, comunque, saranno ministri. Il primo punta a un superdicastero che comprenda Sviluppo Economico e Lavoro. Per l'accorpamento, tuttavia, serve un decreto del Consiglio dei ministri ed è quindi possibile che, nei primi giorni di governo, sia Conte a prendere l'interim di uno dei due dicasteri per poi cedere la delega a Di Maio. Salvini è invece diretto all'Interno e la Lega, quasi certamente prenderà l'Agricoltura (in pole c'è Nicola Molteni) e il Turismo (con delega agli Affari Regionali) che andrà quasi certamente a Gian Marco Centinaio.

 


«Assolutamente sì, ci mancherebbe altro. Ed è giusto che se e quando il presidente Mattarella deciderà di incaricare Conte come premier, ci sia un passaggio insieme a Salvini e Di Maio per decidere i nomi dei ministri».
Così ha risposto Gian Marco Centinaio, Capogruppo della Lega al Senato, ad Agorà su Rai tre, a chi gli chiedeva dell'intervento di Conte sulla scelta dei ministri.

«Proseguono le invasioni di campo. Dopo francesi e tedeschi, oggi è il turno del ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn: «Spero che Mattarella non permetta al nuovo governo italiano di distruggere tutto il lavoro fatto negli ultimi anni in Europa». Confermo: all'estero stiano sereni, agli italiani ci pensiamo noi», scrive Salvini su Facebook.


 
Martedì 22 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:28

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5 di 11 commenti presenti
2018-05-23 17:32:40
Ma il Lussemburgo chi è? In una ipotetica scala fisico-politica con rapporto 1 a .... dove al posto di .... ci fosse un numero intero abbastanza alto questo stato lillipuziano neanche potrebbe essere rappresentato. A meno che non sia ancora uno dei paradisi fiscali con capitali (anche riciclati) provenienti da ogni dove, solo così si potrebbe giustificare (ma non approvare) questa "sparata" interessata.
2018-05-23 08:28:28
Andiamo bene, Savona ministro dell'economia, uno con le idee medioevali di 82 anni?? Cose da pazzi. Siamo finiti come il Venezuela.
2018-05-22 17:22:51
Signora MARGHERITA V (15:37), l'ostilita' dei paesi stranieri e' dovuta al fatto che questi paesi hanno un credito di quasi 2 miliardi di euro e temono che un governo di incapaci, i cui leader Di Maio e Salvini in campagna elettorale hanno promesso mari e monti, poi non sia in grado di restituire i LORO soldi. Mi sembra normale questa prudenza, anche perche' i due incapaci Di Maio e Salvini hanno gia' dichiarato che vogliono sforare il famoso tetto del 3 % del rapporto deficit/PIL. Dio non voglia che banche ed enti stranieri che hanno prestato soldi all'Italia non vogliano riscuotere i loro soldi e non comprino piu' i nostri titoli: io e lei ci troveremmo a raccogliere cicoria per i prati.
2018-05-22 21:10:31
esattissimo signora Margherita, ogni tanto bisogna leggersi qualche articolo di economia e finanza (anche quelli elementari) per smettere di vedere sempre complotti e ruberie, i concetti base sono semplici. Le questioni difficili le possiamo lasciare ai professoroni (ma sempre smettendo di trattare cose complesse come aergomenti da bar). Siamo debitori e i creditori ahnno tutto il diritto di essere preoccupati, anzi le dirò di più, il loro punto di vista è esterno ed essendo basato su interessi economici anche il più oggettivo: oggettivamente il nuovo governo è poco affidabile
2018-05-22 15:37:59
@lorenzovan non sono loro che si vogliono dividere le poltrone, sono altri che vogliono decidere il governo dall'alto, mai vista tanta ostilità da parte di paesi stranieri, politici europei, commissari, stampa estera e nazionale contro un governo non ancora nato.
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