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Conte esce di scena con l'auto blu: «La politica è così. Io ce l'ho messa tutta»

Conte esce di scena con l'auto blu: «La politica è così. Io ce l'ho messa tutta»
di Mario Ajello
2 Minuti di Lettura
Lunedì 28 Maggio 2018, 07:07

Ora lo può fare, finalmente. Non è più costretto nel ruolo dell'Amico del Popolo, visto che è andata come è andata, e quindi può prendere l'autoblù Giuseppe Conte. Non il solito taxi che già cominciava a stargli stretto, ma lo imponeva la retorica gentista. Rimesso l'incarico, il prof tornato semplice prof - dopo aver assaggiato la celebrità - lascia il Quirinale da una porta laterale, su via della Dataria, e a bordo della macchina di rappresentanza. E' sfinito. «Sapevo che la politica è fatta così, piena di difficoltà e di imprevisti, io ce l'ho messa tutta per dare un governo all'Italia», racconta l'Esecutore che non ha potuto eseguire il contratto di governo. Magari Di Maio lo richiamerà in squadra, anzi è probabile, se presenterà di nuovo prima delle prossime elezioni il team dei ministri. Ma anche con Mattarella, assicurano gli amici, si è stabilito un bel rapporto. Se non suonasse come una provocazione a Di Maio e a Salvini, ci potrebbe stare - in quanto moderato e istituzionale - Conte nel governo di servizio che il Colle sta per varare.
La vita di prima ricomincia. «Ma questa è stata un'esperienza importante e ringrazio tutti». Tutti ringraziano lui. Ieri però, quando è arrivato al Quirinale per rimettere il mandato, era già un altro.

IL BORSONE
Non sorrideva leggermente, come ha fatto nei giorni scorsi. Portava in mano non la solita agile cartellina bianca ma un borsone nero pesante. Strapieno dei veti ricevuti e delle delusioni patite. Si è battuto in ogni modo Conte, per la nascita di questo governo. In mezzo ai veti di tutti, lui non ne ha posto neppure uno. Giorgetti al ministero dell'economia sarebbe stato per lui, e per il Colle, la perfezione: e un'assicurazione sulla vita (politica). Invece, no. Ora è un cittadino libero?, gli viene chiesto mentre va via dall'ultimo incontro con i vertici di M5S in centro. E lui: «Sono un privato cittadino». Poi: «Ho rilasciato delle dichiarazioni nella sede appropriata che è il Quirinale. Adesso vi sarei grato, se mi lasciaste un attimo riposare, per qualche momento di tranquillità».
 

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