Treviso, il "gip con la pistola" potrà candidarsi, ma ha un procedimento alla disciplinare

Il gip di Treviso Angelo Mascolo
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Venerdì 26 Gennaio 2018, 23:02 - Ultimo aggiornamento: 23:03

Il Csm ha concesso l'aspettativa al giudice di Treviso Angelo Raffaele Mascolo, finito un anno fa al centro di polemiche per aver detto pubblicamente che avrebbe girato armato, in polemica con uno Stato non in grado di assicurare la sicurezza dei cittadini.

La decisione, che permette ora al giudice di candidarsi con «Noi con l'Italia
»​ , la quarta gamba del centro-destra di Raffaele Fitto e Roberto Cesa, è passata all'unanimità in un plenum straordinario. Senza un vero dibattito, perché come spiegano a Palazzo dei marescialli, si trattava di un atto dovuto. La strada del giudice non è però in discesa.

Su di lui - si è saputo solo ora - un procedimento disciplinare, che non potrà evitare nemmeno con lo scudo dell'aspettativa, come dimostra il caso di Michele Emiliano, giudicato dal Csm mentre sta espletando il suo mandato di governatore della Puglia. Il giudizio per Mascolo era stato fissato proprio per lunedì prossimo, lo stesso giorno in cui i partiti depositeranno gli elenchi dei loro candidati. Una coincidenza che avrebbe potuto in qualche modo interferire nella campagna elettorale. Ma su richiesta della Procura generale della Cassazione, che sostiene l'accusa nel processo, la Sezione disciplinare del Csm ha rinviato l'udienza al 12 aprile. È sollevato il magistrato che pure ci tiene a sottolineare di non aver chiesto nessuno slittamento: 
«​Io non avevo chiesto nulla, sono abituato a rispondere delle mie azioni»​.

Mascolo minimizza la portata delle accuse: il procedimento «non riguarda niente di importante, spero di poter spiegare la mia posizione; penso ci sia stato un misunderstanding. Come un anno fa, anche stavolta a inguaiare il magistrato è stata un'intervista, concessa a un quotidiano locale. La procura generale della Cassazione accusa il magistrato di aver rivelato particolari emersi nell'interrogatorio di alcuni indagati, violando il dovere di riservatezza sull'inchiesta penale in corso coperta dal segreto, ma anche »ledendo indebitamente i diritti degli indagati e della parte pubblica titolare dell'indagine
»​.

Mascolo aveva revocato la misura cautelare che un altro collega aveva emesso nei confronti di tre indagati.E secondo l'accusa rivelò pubblicamente indizi agli atti dell'inchiesta per giustificare la propria decisione. Gli viene contestata anche una frase con cui avrebbe leso il prestigio e l'onore del corpo della Guardia di Finanza . Per
«sminuire la portata probatoria»​ di elementi che comprovavano regali da parte di un imprenditore a due finanzieri che stavano conducendo su di lui una verifica fiscale, liquidò così la faccenda: «​E' un modo per voler rimanere in buoni rapporti tra imprenditoria e guardia di Finanza , una cosa che succede delle volte. Sono stato finanziere durante il servizio militare e in famiglia ho dei finanzieri, so come funziona in questo campo»​. Infine il giudice è accusato di comportamento gravemente scorretto nei confronti del collega che aveva emesso le misure cautelari da lui revocate, per aver detto che occuparsi dei suoi fascicoli gli portava «​iella»​.

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