Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

«Pericoloso per Cosa Nostra»: il senatore M5S Giarrusso sotto scorta

Tutela provvisoria per il senatore M5S
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 19 Luglio 2017, 15:17 - Ultimo aggiornamento: 20 Luglio, 15:15

Tutte le volte che uscirà di casa e  si muoverà a Catania dovrà avvertire un ufficiale addetto alla sua tutela che gli farà arrivare un'auto. Questa la tutela provvisoria assegnata al senatore M5S Mario Michele Giarrusso in attesa dell'esame di tutta la documentazione a cui dovrà procedere il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di Catania. 

Il senatore M5S è stato definito pericoloso da Giuseppe Graviano in un colloquio in carcere. 
«Il MoVimento 5 Stelle è un pericolo per 'Cosa Nostra'. Lo ha detto dal carcere in cui è rinchiuso al 41 bis il boss Giuseppe Graviano, condannato per le stragi del 92/93 e per l'omicidio di Don Pino Puglisi. Graviano, in particolare, considera 'pericoloso' il portavoce in Senato Mario Michele Giarrusso». È quanto si legge in una nota dell'M5S pubblicata sul Blog delle Stelle. «La sua colpa? Essersi fatto promotore in Parlamento di alcune iniziative di inasprimento delle pene che non avrebbero agevolato la liberazione anticipata del boss. Per questo, oggi Giarrusso è stato posto sotto tutela provvisoria», riferiscono i pentastellati.

«Al Senato - proseguono - Giarrusso ha ostacolato i vari tentativi fatti in Parlamento per rivedere il regime di detenzione dei mafiosi, alleggerire o addirittura cancellare il 41 bis dell'ordinamento penitenziario (detenzione a vigilanza rafforzata per i capomafia), fino a modificare l'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario che disciplina il cosiddetto 'ergastolo ostativò (si chiama così perché non consente la sua trasformazione in pena detentiva inferiore e quindi la possibilità di accedere alla libertà dopo un certo numero di anni)». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA