Fornero a Di Maio: «Davvero credi che basti un decreto per migliorare l'occupazione?»

Elsa Fornero
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Martedì 17 Luglio 2018, 15:27 - Ultimo aggiornamento: 20:54

L'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, bacchetta l'attuale titolare del dicastero Luigi Di Maio. In un lungo articolo per Il Foglio, la Fornero sottolinea in sintesi che i posti di lavoro non si creano per decreto e suggerisce a Di Maio una maggiore dose di umiltà.

"In Italia - scrive la Fornero - le regole flessibili non hanno consentito di superare il tradizionale dualismo del mercato del lavoro, finendo per scaricarsi nella maggiore precarietà dell'occupazione dei giovani e delle donne, anche per l'efficacia, tradizionalmente scarsa, delle "politiche attive" basate sui "centri per l'impiego" (non basta una riscrittura delle regole per farli funzionare). Di fronte a questa complessità, il decreto dignità non configura affatto una svolta storica ma un passo indietro che certo non supera il dilemma tra "buone regole" e "spinta alla domanda". Quest'ultima è rinviata all'appuntamento molto spinoso della prossima legge di bilancio, in autunno. Per preparare la quale ci vorrà molta più umiltà di quella fin qui mostrata dal ministro del Lavoro e dall'esecutivo tutto".

Secondo l'ex ministro, che sottolinea di non provare nessun "senso di rivincita" verso nessuno. "E'  importante sottolineare come il decreto dignità sembri essere nato dalla volontà di cancellare, e in fretta, almeno una parte del Jobs Act, per sventolarne lo scalpo presso l'elettorato: e parallelamente di scaricare prima sulla Ragioneria Generale e poi sull'Inps il dato sulla verosimile contrazione dell'occupazione, mentre non è affatto stravagante ritenere che una minore flessibilità porti a una riduzione (peraltro limitata nelle stime) dei posti di lavoro".

Per Fornero: "Al mercato del lavoro fa male il tentativo di asservire le regole non al suo migliore funzionamento, ma a obiettivi partitici di breve termine. 

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