Femminicidio, aumentano le violenze nei primi sei mesi del 2018 sono già 44 le vittime

Mercoled├Č 4 Luglio 2018
Roma - Violenze, soprusi, botte, odio e quel senso del possesso che rende ciechi mariti, fidanzati, amanti. Il risultato è che aumentano i casi di femminicidio in Italia. Nei primi 6 mesi del 2018, sono state uccise gia' 44 donne, il 30% in piu' rispetto lo stesso periodo del 2017. A stilare il bilancio e' l'associazione Sos Stalking, che ricorda come nel 2017 abbiano perso la vita 113 donne: due di queste, in particolare, erano in stato di gravidanza e la loro morte ha provocato anche quella dei loro feti, di 5 e 6 mesi. Ad uccidere sono stati, nella quasi totalita' dei casi, mariti, compagni o ex, incapaci di accettare la fine della relazione o la volonta' della partner di volersi ricostruire una vita al di fuori della coppia.

La strage non accenna a placarsi: nel 2016 in Italia sono state uccise 115 donne, cinque in meno rispetto al 2015, 117 sono state le vittime nel 2014 e ben 138 nel 2013. «La legge sullo stalking, che ha certamente il merito di aver regolamentato un fenomeno che sino a meno di dieci anni fa era ignoto per il nostro sistema giudiziario, presenta ancora oggi - spiega l'avvocato Lorenzo Puglisi di Sos Stalking - lacune che meritano di essere colmate: manca un piano ben definito per la riabilitazione degli stalker che spesso, spinti da una dipendenza affettiva, non hanno strumenti idonei a placarsi autonomamente. E' indispensabile istituire un network tra Sert, Consultori di zona e Servizi sociale per istituire dei veri e propri percorsi senza i quali il rischio di recidiva resta molto elevato».

Il bilancio varia da regione a regione e, le morti confermano il triste primato della Lombardia, con il numero piu' alto di donne assassinate, 11, seguita poi da Campania (6), Piemonte (5), Lazio (4) e Toscana (3). Due i casi di femminicidio registrati in Liguria, Veneto, Abruzzo e Calabria, mentre le restanti Puglia, Basilicata, Marche, Emilia-Romagna, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia-Giulia e Sicilia. © RIPRODUZIONE RISERVATA