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Sgarbi va a sfidare Di Maio a casa sua. Tentazione dem: favorire il centrodestra

Sgarbi va a sfidare Di Maio a casa sua. Tentazione dem: favorire il centrodestra
di Mario Ajello
4 Minuti di Lettura
Giovedì 1 Febbraio 2018, 07:51 - Ultimo aggiornamento: 14:25

Rischia grosso Giggino Di Maio nella sua Pomigliano. Perché è in preparazione uno sgambetto trasversale ai suoi danni. Il presidente campano De Luca e il settantasettenne sindaco di centrodestra Lello Russo al settimo mandato (e uno dei rari casi di forzista schierato per il Sì al referendum costituzionale) sono amici, ed entrambi vogliosi di fermare l'ascesa nazionale di Di Maio nella sua terra natale. E Vittorio Sgarbi, pimpantissimo candidato del centrodestra in questa terra di rigassificatori (quello di Acerra) e fabbriche (la Fiat di Pomigliano), ha appena cominciato la sua corsa e si diverte tantissimo: «Gli elettori del Pd non voteranno il loro debole candidato, Falcone, ma voteranno per me. Così vuole De Luca, così spera il sindaco. E siamo al rovesciamento di ciò che è accaduto a novembre in Sicilia: lì i dem non hanno votato il loro Micari come presidente ma il grillino Cancelleri. Qui nell'uninominale, per azzerare Di Maio, punteranno sul centrodestra». Andrà proprio così?

LA TRAMA
La somma, anche non totale, di consensi Pd e forzisti si rivelerebbe una morsa micidiale per le sorti dell'eventuale premiership di Giggino. E la prima prova, sia pure non palese, di larga intesa contro il grillismo. Non è solo Sgarbi a parlare del possibile sgambetto trasversale, ma anche tra gli elettori Pd - che non si scaldano per Falcone, sindaco di un paesello vicino e più devoto alla Madonna di Montevergine che al Nazareno - a mezza bocca si mormora di questa manovra denominabile Pomigliano/Italia. Anche per questo l'amico del cuore di Giggino fin dai tempi del liceo, il pentastellato Dario De Falco, presidia il territorio in attesa delle comparsate di Di Maio impegnatissimo nel suo giro d'Italia e d'Europa, e non si respira dalle sue parti un clima da trionfo annunciato. Resta il fatto che Pomigliano rimane un feudo del centrodestra. Che nel 2013 (32,4 per cento contro il 25,5 dei grillini), alle comunali e persino alle europee ha sempre vinto. E nelle altre zone del collegio, M5S s'è fermato - per esempio - al 9 per cento alle comunali di Marigliano e al 4 a Caivano alle politiche.

LA PARODIA
Per ora i sondaggi danno Sgarbi dietro a Di Maio, ma l'operazione sgambetto è in corso. «Io - dice il critico d'arte - farò precedere tutti i miei comizi e le mie riunioni dai video in cui lo strepitoso De Luca, a Lira Tv, prende in giro di Maio: «Luiginoooo, Luiginoooo, il personaggetto....». E poi farà distribuire nei comizi di Di Maio, che non saranno pochi in paese, una grammatica italiana per le elementari: «Per dimostrare che Di Maio, l'anti-eroe dei congiuntivi, non sa l'italiano e uno che non sa l'italiano non può guidare l'Italia». Ma a Pomigliano tutti, o quasi (ma il sindaco no: «Ha un'immagine finta, costruita in laboratorio»), parlano bene di Giggino. Qui c'è una Fiat risanata, in cui Di Maio prima del 4 marzo andrà in visita tutto contento ora che Marchionne ha scaricato Renzi. La battuta è già pronta: «Io mi candido nella mia città, mica sono come la Boschi che fugge dalla sua!». Ma proprio giocando in casa, Giggino potrebbe farsi male. A meno che non vinca il campanilistico orgoglio di mandare un compaesano alla guida dell'Italia. Con tutti i benefici pratici e d'immagine che questo comporterebbe per Pomigliano.

(2- continua)

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