Droga, il governo reintroduce le tabelle di classificazione, resta distinzione fra pesanti e leggere

Via libera del Consiglio dei ministrim al decreto che reintroduce le tabelle per la classificazione delle sostanze stupefacenti e norme precise contro i "cartelli" delle aziende del farmaco dopo lo scandalo Novartis-Roche (continua a leggere).



Resta intatta la distinzione tra droghe leggere e pesanti, che la legge Fini-Giovanardi aveva eliminato e la sentenza della Consulta ha di fatto ripristinato. «La decisione della Corte costituzionale aveva creato un vuoto normativo, siamo intervenuti con un atto di urgenza», ha spiegato il ministro Lorenzin.



«Circa 500 nuove droghe e sostanze sintetiche erano uscite dall'alveo della regolamentazione» per effetto della sentenza della Corte costituzionale sulla legge Fini-Giovanardi, che ha cancellato le tabelle sulle sostanze stupefacenti dal 2006 ad oggi, ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine del Consiglio dei ministri.



Con il decreto «il Consiglio dei ministri interviene solo al ripristino delle tabelle riferite alla disciplina amministrativa, perché si era creato un vuoto dopo la sentenza della Corte Costituzionale» sulla Fini-Giovanardi, ha proseguito il ministro. «Per la parte penale e per una riconfigurazione dei reati rinviamo nell'arco dei 60 giorni di attuazione del decreto a un approfondimento sia in sede interministeriale che parlamentare», ha aggiunto.



«È fantastico, ci saremmo scontrati in una riunione che è durata in tutto 40 minuti! In armonia il Cdm ha ripristinato le tabelle sanitarie, abbiamo affrontato il tema dal punto di vista sanitario mentre il tema politico è stato rimesso al Parlamento», ha poi sottolineato Lorenzi, negando uno scontro sull'equiparazione tra droghe leggere-pesanti.



«È positivo che sul piano amministrativo il governo sia intervenuto per impedire che alcune sostanze stupefacenti vietate diventassero di colpo legali anche alla luce del vuoto normativo creato dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla Fini-Giovanardi. Ma la questione è molto più complessa ed è giusto che sul piano penale sia data la possibilità al Parlamento di confrontarsi e quindi di decidere». Lo afferma Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. «La nostra posizione è chiara. Diciamo no alla legalizzazione della droga, no all'equiparazione tra droghe leggere e pesanti, no a riduzione di pena per gli spacciatori. Difenderemo questi principi in Parlamento, ribadendo la necessità di una legge che tuteli soprattutto i minori di fronte al dilagante fenomeno della dipendenza da sostanze stupefacenti. La legge Fini-Giovanardi fu il frutto di un lungo dibattito nel paese che coinvolse la politica, la società civile, le comunità terapeutiche, i servizi sociali. Siamo disponibili a dare ancora una volta il nostro contributo, pronti a una dura battaglia per impedire ogni forma di liberalizzazione, esplicita o surrettizia, della droga e con essa la distruzione della vita», conclude l'esponente di Fi.
Venerdì 14 Marzo 2014 - Ultimo aggiornamento: 16:42

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