Quirinale, Draghi: resterò alla Bce fino al 2019

Sabato 3 Gennaio 2015
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«Non sarò un poLitico. Il mio mandato come presidente della Bce durerà fino al 2019 ». Così il presidente della Bce Mario Draghi in un'intervista al quotidiano tedesco l'Handelsblatt esclude un eventuale coinvolgimento in politica in riferimento alla successione a Giorgio Napolitano al Quirinale. E' infatti da giorni che il nome del governatore della Bce è inserito nel toto-Quirinale e viene evocato da più di una forza politica come «naturale» successore di Napolitano. Così dopo Romano Prodi, anche Draghi si sfila dalla corsa al Colle più alto anche se, in questo caso, tirarsi indietro potrebbe non bastare.

Negli ultimi giorni di dicembre la stampa tedesca si era infatti scatenata, con la conferma delle dimissioni di Napolitano, affermando che Draghi se ne sarebbe andato (al Quirinale appunto) e l'attuale presidente della Bundesbank, Jens Weidman, ne avrebbe preso il posto alla guida della Bce.



SPIRAGLI

Parlando al quotidiano tedesco il presidente della Banca centrale europea delinea la sua prospettiva per il 2015, sia sul piano personale sia su quello istituzionale. Prima di tutto, la conferma dell'intenzione di rimanere saldo al suo posto. «Non sarò un politico. Il mio mandato come presidente della Bce durerà fino al 2019». Poi, il presidente della Bce guarda alla difficile situazione dell'Eurozona. E lo fa intravedendo uno spiraglio di luce all'uscita del tunnel della crisi, dicendosi «prudentemente ottimista» sull'andamento dell'economia nel 2015. È la stessa parola crisi che preferisce mettere da parte, parlando di un «lungo periodo di debolezza» dell'economia e «non di una crisi». Come a ribadire che ci sono tutte le premesse per invertire la rotta. «Io penso che la combinazione della nostra politica monetaria e delle riforme da parte degli stati membri ripristinerà la fiducia perduta», spiega, mostrandosi fiducioso che l'economia della zona euro il prossimo anno possa tornare a crescere.



Accanto al prudente ottimismo, restano i problemi da affrontare e la determinazione nel volerli risolvere. A partire dall'andamento dei prezzi, il fulcro della politica monetaria. Il rischio di deflazione in Europa, puntualizza Draghi, «non è escluso ma è limitato». E le condizioni, in questo senso, sono peggiorate.



INCONTRO

L'indisponibilità del presidente della Bce era nota da tempo ed è probabile che già lo scorso agosto lo stesso Draghi abbia avuto modo di parlarne con il presidente del Consiglio nel corso di un incontro che si è svolto nella casa di campagna di Draghi a Città della Pieve. Un incontro informale nella campagna umbra nel quale Draghi e Renzi parlarono di persona anche della situazione economica di un'Italia ancora in forte difficoltà. Non resta da attendere qualche giorno per verificare se le intenzioni di Draghi, e la ferma volontà espressa dal presidente della Bce di rimanere al suo posto sino alla fine del mandato, saranno rispettati o continuerà ad essere tirato dalla giacca da chi pensa di aver trovato la soluzione giusta per il Quirinale.

M.C. Ultimo aggiornamento: 19:36

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