LUIGI DI MAIO

Salvini e Di Maio, la strana coppia: «Ci sentiamo più che con la mamma»

Venerdì 23 Marzo 2018 di Mario Ajello
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Come Mina e Alberto Lupo, nella celebre canzone? Ciao sono io (buonasera dottore) / amore mio (sì, mi dica) / non resistevo piu' (ah, bene) / pensavo a te (direi che è importante). No, amanti telefonici, no. Ma il leader della Lega e quello del Movimento 5 stelle - che non fanno altro che dire vicendevolmente: «Ho chiamato Salvini», «Sto per chiamare Di Maio, spero che abbia il cellulare acceso» - sembrano diventati quasi amici.

Per convenienza politica, ovvio, e non per un fatto di cuore. «Sento più spesso al telefono Di Maio che mia mamma» - così ha detto Salvini - è la dichiarazione simbolo di una consuetudine che s'è stabilita tra i due. I quali, fidandosi poco di tutti gli altri, provano a fidarsi - almeno in questa fase, e poi magari si faranno la guerra - l'uno dell'altro. E le loro telefonate forse è bene che non le sentano Il Dibba (ma anche Grillo, poco amante dell'eccesso di dialogo) e Berlusconi (che un po' è geloso del rapporto tra Matteo e Giggino e infatti chiede, invano, un incontro con il leader M5S) e la situazione sembra ancora quella di Buonasera, dottore: Non parlare se lì c'è lui / lascia parlare me.

IL QUINTETTO ROSA
Comunque, l'io chiamo te e tu chiami me e il super-protagonismo del telefono - preferito al faccia a faccia - sono ingredienti cruciali di questa intesa tra due leader pragmatici che hanno bisogno di cercarsi e di trovarsi. Salvini di solito parla dei propri figli, soprattutto della piccolina, Mirta, con cui l'altro giorno ha preso il gelato a Milano, e la giovane gelataia ha assurdamente detto che per i razzisti non prepara né il cono né la coppetta e ne è nato un caso ridicolo contro il leader leghista. Ma adesso il capo leghista porta indirettamente in scena la propria genitrice, casalinga, che fa parte del quintetto femminile di Matteo: oltre a lei e alla figlia, ci sono l'ex moglie Fabrizia, l'ex fidanzata Giulia, l'attuale compagna Elisa (la Isoardi). E questo accenno di Salvini alla madre non deve stupire: perché, per umanizzare e normalizzare la sua figura di leader, egli spesso inserisce nella narrazione quadretti intimi (ha anche portato la Isoardi a casa del Cavaliere), fa riferimenti ai pensionati come suo padre (pensando a lui e a persone come lui vuole abolire la legge Fornero e in questo è perfettamente in sintonia con Di Maio) e racconta volentieri cose così: «L'altra sera vedevo in tivvù Peppa Pig, poi ho cucinato un uovo per mia figlia e siamo andati a dormire».

PROF DI ITALIANO
La madre di Matteo, al contrario di quella di Giggino, ha sempre cercato di evitare di parlare del figlio. Mentre mamma Di Maio più volte s'è lamentata, da docente liceale di italiano, dei congiuntivi sbagliati del figliolo e del fatto che da ragazzino egli preferisse fare politica studentesca piuttosto che studiare. A questo punto, vista l'intesa tra i figli, anche le due mamme potrebbero conoscersi. E magari stabilire l'asse geopolitico (io femmina lumbard, tu femmina campana) delle genitrici. Nel caso, però, dovrebbero sbrigarsi, perché poi i figli potrebbero litigare e svanirebbe questa bella occasione d'incontro tra due simpatiche (pare) signore italiane.

Se piange il telefono, comunque è quello di mamma Salvini e non quello di Giggino. Lui e Matteo si parlano e si sentono continuamente, e soprattutto annunciano urbi et orbi che si stanno per chiamare o si sono appena chiamati (in controtendenza rispetto a Lucio Dalla che cantava: Telefonami tra vent'anni) in quanto condividono un metodo: quello di rendere pubblico ogni passaggio della trattativa in corso. Come se non esistessero, e invece esistono, i cosiddetti arcana imperii, ossia i segreti del potere. In questo caso, sono stati apparentemente sostituiti dall'io, mammeta e tu.

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