Delrio in bici controsenso "sconfessa" subito il predecessore Lupi

Venerdì 3 Aprile 2015 di Filippo Bernardi
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Forse ai romani bastava il sindaco. Ma ora (e dovranno farsene una ragione) per le strade della Capitale c'è anche un ministro a muoversi in bicicletta. Spericolato, per giunta. Graziano Delrio, per il suo primo giorno alle Infrastrutture ha scelto la due ruote. E nel breve tragitto seguito a vista da fotografi e giornalisti ha collezionato almeno due infrazioni: guida senza mani e controsenso. Uno schiaffo al codice e anche, questo è il paradosso, a Maurizio Lupi.

Già, perché fu proprio l'esponente del Nuovo centrodestra, lo scorso settembre, a bloccare la norma sul cosiddetto "controsenso ciclabile". E Delrio non ha fatto in tempo a prendere il suo posto che già lo ha sconfessato con i fatti. «Faremmo il male dei ciclisti», disse Lupi. «Piedi e bici sono due mezzi eccezionali», ha sorriso oggi il neo-ministro. Poi ha puntato il piede sul pedale e ha imboccato lo svincolo della Nomentana ignorando il divieto e rischiando quasi un incidente.

Un nuovo corso, senza dubbio: Delrio ha spazzato via con una sgommata il rigore quasi paternalistico del suo predecessore inaugurando il suo mandato con una pedalata creativa. E come dargli torto sulla bellezza dello sfrecciare su due ruote evocando la Roma di De Sica? La bici è già affascinante di per sé, ma in una città dove in media ogni automobilista passa 93 ore l'anno in coda (i dati sono di pochi giorni fa) diventa il miraggio di un mondo migliore. Lodi a Delrio, insomma.

Però poi diciamolo: il percorso coperto dal ministro, non solo pedalando ma anche con una diretta fotografica su Twitter, è davvero minimale. Da Palazzo Chigi a Porta Pia fanno 2,1 km. Pochini. E non inganni la pendenza. Via Del Tritone è in salita. Via Barberini, se ci metti anche i sampietrini, è quasi proibitiva. Ma il ministro mica pedalava. Per il suo debutto alle Infrastrutture ha scelto una mountain bike a pedalata assistita. Tu dai due giri di ginocchia e quella prosegue da sola per altri sette.

E' un regalo di Marino. Una bici italiana ma dal cuore tedesco: un motore elettrico Bosh che non ne intacca la natura "eco". Design futuristico, colore bianco, un po' pacchiana. Molti ricorderanno che al suo debutto, il sindaco di Roma aggredì la salita del Campidoglio in sella a un modello molto più elegante ma che non faceva sconti. Al Campidoglio ci arrivò (o forse un pezzo se lo fece a piedi) ma completamente sudato. Delrio, invece, il ministero lo raggiunto con la massima efficienza. Non una sola goccia di sudore. Di contro, ha snobbato un paio di norme stradali come fa la maggior parte dei ciclisti italiani. Un po' tedesco, un po' italiano insomma. Come la bici che gli ha regalato Marino.

Ultimo aggiornamento: 17:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA