MATTEO SALVINI

Decreto sicurezza al Quirinale, modifiche su asilo e coperture

Lunedì 1 Ottobre 2018
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Decreto sicurezza al Quirinale, ecco come cambia l'asilo
È pronto per l'esame del Quirinale il decreto legge su migranti e sicurezza approvato lunedì scorso dal Consiglio dei ministri. «Arriverà in serata», assicurano fonti del Viminale. Un testo - 41 articoli - predisposto dal ministero dell'Interno, ma frutto di un ampio confronto con gli uffici legislativi di Giustizia, Palazzo Chigi e Quirinale.

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Ed anche il ministero dell'Economia è intervenuto sulla clausola finanziaria per la bollinatura da parte della Ragioneria di Stato. Ora spetterà al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, vagliare il testo (quando sarà nelle sue mani nella versione finale) e firmarlo se non evidenzierà rilievi. Proprio il decreto, insieme ai contenuti della manovra, è stato al centro di un incontro oggi tra Mattarella e il premier Conte. È dunque un parto travagliato quello del dl fortemente voluto da Matteo Salvini. Un provvedimento-bandiera che introduce una stretta in particolare sull'asilo.

E sulle misure ci sono state numerose interlocuzioni e mediazioni, come ammesso dallo stesso titolare del Viminale e da Conte, per rendere il testo digeribile dal Quirinale ed evitare problemi di incostituzionalità. «È stato il decreto più condiviso, più modificato della storia almeno di questo governo», aveva osservato Salvini alla fine del cdm di lunedì. Ma il testo poi approvato a Palazzo Chigi - che non è stato diffuso alla stampa - «non ha subìto alcuna modifica», assicura il Viminale. Anche se da allora è passata una settimana. Dentro tutti i punti previsti: dall'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari (sostituito da permessi speciali temporanei), all'allungamento dal 90 a 180 giorni della durata del trattenimento dei Centri per i rimpatri, dalla possibilità di trattenere gli stranieri da espellere anche in strutture nella disponibilità della pubblica sicurezza in caso di indisponibilità dei Cpr alla cittadinanza revocabile.

Rispetto alle bozze provvisorie circolate in precedenza è stato riformulato l'articolo 10: nelle prime versioni per i richiedenti che compiono gravi reati scattava «la sospensione dell'esame della domanda di protezione e l'obbligo di lasciare il territorio nazionale»; ora si coinvolgono anche i condannati con sentenza non definitiva, ma non c'è più l'automatismo condanna-sospensione del procedimento-obbligo di lasciare il territorio nazionale. Se il soggetto è stato condannato, è previsto che «il questore ne dà tempestiva comunicazione alla Commissione territoriale competente, che provvede nell'immediatezza all'audizione dell'interessato e adotta contestuale decisione». Pienamente soddisfatto Salvini, che sintetizza: «il richiedente asilo commette un reato? Immediata convocazione in Commissione, sospensione ed espulsione, questo accadrà. Un passo in avanti per tornare ad essere un Paese normale». Scorrendo il testo si legge poi in vari articoli che dall'attuazione delle disposizioni «non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». La formula - dietro la quale si scorge l'attenzione del Mef - appare ad esempio nell'articolo 2 che prevede il raddoppio della durata massima del trattenimento dello straniero nei Centri di permanenza per il rimpatrio da 90 a 180 giorni.
Ultimo aggiornamento: 21:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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