MATTEO SALVINI

Decreto dignità, scontro Salvini-Boeri: «Si dimetta». Lui replica: «Siamo al negazionismo economico»

Domenica 15 Luglio 2018
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È scontro tra Matteo Salvini e il presidente dell'Inps Boeri sul decreto dignità. «Il presidente dell'Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni, che questo decreto crea disoccupazione», dice Matteo Salvini, interpellato sul decreto dignità a Mosca. E aggiunge: «In un mondo normale se non sei d'accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo e tu rappresenti politicamente, perché il presidente dell'Inps fa politica, un altro modo di vedere il futuro, ti dimetti». In serata interviene anche Luigi Di Maio: «Non possiamo rimuovere Boeri ora, quando scadrà terremo conto che è un presidente dell'Inps che non è minimamente in linea con le idee del governo».

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L'attacco di Salvini. «Se non sei d'accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo, ti dimetti. Così non è e va beh, noi siamo al governo e mi dispiace per chi ha perso le elezioni» afferma il ministro dell'Interno e vice premier Matteo Salvini in un incontro con la stampa italiana a Mosca, rispondendo a una domanda sulla relazione tecnica che accompagna il Dl Dignità e sulle stime di fonte Inps secondo cui il progetto farà perdere 8.000 posti di lavoro all'anno. Salvini inoltre dichiara di non sapere «se qualcuno dalla sera alla mattina ha tolto dei numeri, aggiunto dei numeri. So - prosegue - che è un decreto che mira a creare nuovi posti di lavoro e so per certo che ci sono alcuni organismi, penso all'Inps, con cui non ho da fare polemiche personali perché non mi interessano, che però hanno una visione della realtà che è assolutamente lontana da quella degli italiani, da quella del mondo del lavoro, del mondo delle pensioni». 

Le parole di Di Maio. «Non possiamo rimuovere Boeri ora, quando scadrà terremo conto che è un presidente dell'Inps che non è minimamente in linea con le idee del governo, non perché il presidente dell'Inps la debba pensare come noi, ma perché noi vogliamo fare quota 100, quota 41, la revisione della legge Fornero, l'Inps ci deve fornire i dati, non un'opinione contrastante». E poi: «I soldi per fare queste cose li troveremo».

La replica di Boeri. «Siamo al negazionismo economico - replica Boeri - Le dichiarazioni dei ministri Tria e Di Maio rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e dell'opinione pubblica. Nel mirino l'INPS, reo di avere trasmesso una relazione "priva di basi scientifiche" e, di fatto, anche la Ragioneria Generale dello Stato che ha bollinato una relazione tecnica che riprende in toto le stime dell'Inps. Quanto al merito, siamo ai limiti del negazionismo economico». 

«Consapevoli dell'incertezza che circonda le stime svolgeremo, come sempre, il monitoraggio attento, che peraltro la legge ci richiede. Ma sin d'ora, di fronte a questi nuovi attacchi - e a quelli ulteriori del ministro Salvini - non posso che ribadire che i dati non si fanno intimidire».

Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 00:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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