Centrodestra, a noi la presidenza del Senato. Camera ai 5 stelle

«Il centrodestra propone ai capigruppi parlamentari un comune percorso istituzionale che consenta alla coalizione vincente (il centrodestra) di esprimere il presidente del Senato e al primo gruppo parlamentare M5S il presidente della Camera». È quanto si legge in una nota diffusa al termine del vertice tenuto oggi a palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi, a cui hanno partecipato il leader leghista, Matteo Salvini, e la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

«Confidiamo che una tale proposta così rispettosa del voto degli italiani - dichiarano ancora i leader del centrodestra - possa essere accolta positivamente da tutte le forze in campo. A tal fine, anche per concordare i nomi dei Presidenti e dei Vicepresidenti di Camera e Senato, i leader del centro-destra invitano i rappresentanti delle altre forze politiche ad un incontro congiunto nella giornata di domani». 

Sono ore delicatissime quindi per Luigi Di Maio e per il M5S, «spiazzati» dalla mossa di Berlusconi su un'asse di governo con il Movimento e allarmati dal pericolo di restare in una posizione di netta subordinazione, anche numerica in Aula, non solo nella partita per le presidenze delle Camere ma anche in quella per l'esecutivo. Una partita per la quale i vertici del Movimento hanno tutt'altro che escluso un ruolo del Pd.

Lo schema base sul quale punta Di Maio è quello di un M5S centrale nei meccanismi decisionali. Uno schema che l'apertura di Berlusconi sul governo e il vertice del centrodestra sulle Camere rischiano di ribaltare. Non solo. Un accordo blindato tra centrodestra e M5S sui due rami del Parlamento potrebbe essere percepito, dall'elettorato pentastellato ma anche da una parte dei gruppi, come l'anticamera di un asse di governo che in tanti mal digerirebbero. «No a Berlusconi tutta la vita», sono le parole con cui Paola Taverna riassume la potenziale rivolta di una parte del Movimento ad un'asse con FI. E c'è chi fa comunque notare come qualsiasi accordo non potrebbe prescindere dal reddito di cittadinanza come priorità programmatica. Argomento, quest'ultimo, piuttosto lontano dall'universo azzurro.

Da qui, anche il «no» del M5S a Romani come presidente del Senato. Un «non voto» che, tuttavia, non si traduce in una rottura con il centrodestra: non è escluso che i senatori del Movimento si limitino a non partecipare al voto agevolando così, la possibilità che il centrodestra «si voti da solo» Romani al ballottaggio. Prudenza massima, quindi, per i vertici M5S, nella speranza che la politica dei «due forni» eviti a Di Maio il rischio più alto: quello di un Movimento fuori da entrambe le presidenze. A Montecitorio, infatti, al M5S servono in ogni caso almeno 91 parlamentari per ottenere la maggioranza assoluta, dopo i primi tre scrutini che richiedono i 2/3 dell'Aula.

Una cosa, a tarda sera, è certa e infastidisce non poco il M5S: il nome uscito per la presidenza del Senato del centrodestra non è frutto di una condivisione con il Movimento. M5S che reagirà quindi usando le stesse armi e indicando all'assemblea congiunta prevista alle 13 il proprio candidato alla Camera. Ed è Roberto Fico, secondo gli ultimissimi rumors parlamentari, il nome in pole con il conseguente «sacrificio» dell'altro favorito Riccardo Fraccaro.

Ed è anche nella scelta di Fico - profilo apprezzato dalla sinistra - che il M5S sembra tendere la mano ai Dem. Nel pomeriggio i capogruppo cercano al telefono i «big» Pd, tassello fondamentale (con oltre 100 deputati) per Di Maio per uscire dal «cul de sac» di un accordo solo con il centrodestra. Il pressing del M5S sui Dem cresce con il passare delle ore e passa anche per un'eventuale grossa apertura sulle vicepresidenze. Di certo, per il M5S, è l'ora di decidere. «Siamo tutti sulla stessa barca, non possiamo fermarla ma possiamo decidere che direzione prendere», è l'esortazione di Beppe Grillo nel suo ormai consolidato ruolo di «padre nobile».
 
Mercoledì 21 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 22-03-2018 07:44

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5 di 38 commenti presenti
2018-03-22 07:54:49
Sarebbe il caso di ricordare al manichino dell'OVS che "chi troppo vuole , nulla stringe."? e che " chi troppo in alto sale, subito in basso scende precipitevolissimevolmente" ? Fermo restando che sia la coalizione di centro destra che i pentastellati, per foza di cose, gli piaccia o non gli piaccia, dovranno bussare alla porta del PD, che però, e giustamente, non mi sembra affatto intenzionato ad aprirla, è bene che il manichino non tiri troppo la corda nel suo gioco alla fune con il centro destra, rischio una sonora sederata per terra. E' il paradosso dei paradossi vedere gli integerrimi adamantini dover scendere a patti con qualcuno per poter arrivare alla formazione di un governo. Una volta si sarebbe chiamato inciucio, ma erano altri tempi, quando non erano loro a dover togliere le castagne dal fuoco. Quanto al "padre nobile" , faccio davvero mooolta fatica a riconoscere in un comico da teatrino un novello Giulio Cesare. Non sarebbe una tragedia di Shakespeare, ma una farsa greve del peggiore avanspettacolo. Ah, mi aspetto e do per scontati i pollicioni versi di deljde alias Pruflas.
2018-03-22 06:14:50
per anni i grillini sono stati accusati di rappresentare il Movimento del NO, della non collaborazione, del non dialogo.... adesso che dialogano e cercano di dare un governo al paese vengono accusati delle peggio cose. Piddini, fate pace col cervello.
2018-03-21 23:03:24
Eugenio43 20,16......Io non credo che ci sar√† un governo 5 stelle/Lega- I motivi sono monteplici.PRIMUS, L`Europa non gradir√† l`entrata di un Salvini in un governo italiano. Le continue dure critiche e accuse FATTE ALL`EUROPA NON SONO ANCORA state digerite.Per non parlare poi di uscire dall`EURO.....COME SECONDO, IL programma della Lega, va contro le diretitive della commissione europea, che non pu√≤ permettere all`Italia di aumentare il debito pubblico, per sostenere un programma senza le dovute e sicure coperture..La Lega vorrebbe superare il limite del 3% del PIL.Questo lo ha gia in passato pi√Ļ volte dichiarato. Io penso che dopo le valutazioni fatte da Mattarella con tutti i partiti, dar√† molto probabilmente l`incarico a Di Maio per formare un governo monocolore con l`aiuto esterno del PD, Come si pratica gi√† in diversi paesi europei. Questo verrebbe dall`Europa accettato senza porre condizioni..Non credo che con questo richiamo di Mattarella il PD possa tirarsi indietro.Bisogna pensare anche al bene del paese.
2018-03-21 21:35:31
Con questa legge elettorale e il risultato del voto, o si fa questo o si deve riandare a votare. Nessun'altra soluzione. Questa mi sembra la pi√Ļ appropriata, sperando che ci sia un vero governo di centrodestra. L'importante √® che il centrosinistra non venga nemmeno interpellato. Devono stare zitti per i prossimi 20 anni dopo quello che sono riusciti a fate negli ultimi 5.
2018-03-21 20:16:34
Ci sono ancora troppi dubbi sulle presidenze di Camera e Senato. Gli accordi sui nomi sono tutti da definire. Si √® solo trovata un'apertura nel centrodestra; ma solo per dare lo zuccherino al capriccioso e vanitoso Berlusconi. Il quale, per lenire la ferita subita dal voto del 4 marzo, invoca per il suo partito-azienda, la presidenza di Montecitorio. Salvini si accontenta di assumere il ruolo di leader rappresentativo di tutto centrodestra. Ma √® da prevedere che sul fronte della formazione del governo post-elettorale, la partita √® molto pi√Ļ complicata di quella che si aprir√† a breve per l'assegnazione degli scranni pi√Ļ alti di Camera e Senato. Mattarella dovr√† impegnarsi parecchio per trovare la quadra circa la soluzione dei difficoltosi problemi legati alla governabilit√† del Paese. Fa bene comunque il PD a rifiutare ogni proposta di alleanza con il M5S di DiMaio e, in alternativa, con il centrodestra di Salvini. Con gli insulti, le contumelie e le accuse che sono state rivolte al partito democratico dai pentastellati e dai leghisti, √® assolutamente impossibile ogni collaborazione. Il fango delle offese gravi e delegittimanti non pu√≤ essere rimosso in cambio di un'alleanza governativa. L'unica prospettiva di governo che pu√≤ avere una praticabilit√†, in questa situazione irta di ostacoli, sta in una confluenza Di Maio-Salvini
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