Unioni civili, la Cei: così si mette la famiglia all'angolo

Nunzio Galantino
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Domenica 18 Ottobre 2015, 17:14 - Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 10:50

«Chiedo che la politica non sia strabica. Non si può pensare a un governo che sta investendo tantissime energie per queste forme di unioni particolari e di fatto sta mettendo all'angolo la famiglia tradizionale che deve essere un pilastro della società». Lo ha detto il segretario della Cei, Nunzio Galantino, sul ddl Cirinnà sulle unioni civili.

«Vorrei che fosse chiaro che se dovessi farei una legge sulla famiglia e per la famiglia, non farei questo» ha detto mons. Galantino a proposito del ddl Cirinnà durante la trasmissione di Lucia Annunzia 'In mezz'orà. Il segretario della Cei ha comunque negato ogni possibile attività di lobby in Parlamento per non far passare la legge. «Già la parola lobby per non far passare la legge non mi piace - ha sottolineato -. Io voglio fare un appello ai cattolici, ma non solo, perchè togliamoci dalla testa che la famiglia fatta da padre, madre e figli sia un problema della Chiesa. La famiglia che assicura il futuro alla società non è problema della Chiesa, è una realtà, presente nella Costituzione, che riguarda tutta la società».

«Il mio appello è non solo ai cattolici, ma a tutti - ha proseguito -. E non è un appello per non fare, ma per fare. Avendo chiaro che se qualcuno viene dall'estero e legge solo i giornali italiani ha l'impressione che in Italia ci solo il problema delle coppie fatto e non i problemi delle famiglie normali. A noi non va bene». «Intanto il problema è questo - ha aggiunto mons. Galantino: capire con quali attività si può arrivare a efficaci interventi, intanto rispettare i livelli. Io come credente e come cittadino gradirei che si mettesse in atto quello che dice l'articolo 29 della Costituzione italiana sulla famiglia fatta di padre, madre e figli».

Alla domanda se la Cei farà appello ai parlamentari cattolici di fare obiezione di coscienza sulla legge, Galantino ha risposto: «Spero che il Parlamento non ne abbia bisogno, non serve un Parlamento al giogo del prete di turno. Spero in un Parlamento che non ha bisogno del vescovo o del Papa che glielo dicano». «Spero che si riesca ad avere con chiarezza attenzione alla famiglia fatta di padre, madre e figli e che governo stia attento anche ad altre realtà che hanno bisogno di essere accompagnate - ha detto ancora il numero due della Cei -. Il governo non è la chiesa. Ma io chiedo che la politica non sia strabica. Non si può pensare a un governo che sta investendo tantissime energie per queste forme di unione particolari e dall'altra sta mettendo all'angolo con la politica fiscale la famiglia fatta di padre, madre e figli che deve essere un pilastro fondamentale della società».

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