Dai tagli ai vitalizi dei deputati, risparmi ​per 2,5 milioni annui su 145 milioni lordi

Dai tagli ai vitalizi dei deputati, risparmi per 2,5 milioni annui su 145 milioni lordi
di Diodato Pirone
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Giovedì 23 Marzo 2017, 16:50 - Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 21:05

I tagli dei vitalizi in essere dei deputati (ovvero le indennità pagate attualmente, non quelle future) determinano un risparmio di 2,5 milioni annui che resteranno nei forzieri della Camera. Il taglio riduce la spesa attuale che ammonta, sulla base del bilancio consuntivo del 2015, a circa 145 milioni di euro lordi. La spesa per questa voce diminuirà quindi di circa 1,8%.
 
Ieri la presidenza della Camera ha deciso di tagliare - per tre anni a partire dal maggio 2017 - del 10% i vitalizi da 70mila a 80mila euro, del 20% da 80mila a 90mila euro, del 30% da 90mila a 100 mila euro e del 40% per quelli superiori ai 100mila euro annui.
 
Il tagli è simile a quello deciso un paio d'anni fa dalle Regioni per i vitalizi dei consiglieri regionali. Anche in questo caso la sforbiciata dura tre anni. Un escamotage  che blocca la possibilità dei deputati e dei consiglieri di chiedere l'incostituzionalità del taglio perché andrebbe ad incidere sui "diritti acquisiti".
Com'è noto la Consulta ha più volte ribadito che i cosiddetti "diritti acquisiti" possono essere intaccati se il taglio è ragionevole e non definitivo.
 
Restano fuori dei tagli le pensioni degli ex dipendenti della Camera che assorbono oltre 250 milioni del Bilancio di Montecitorio e costituiscono la principale voce di uscita del nostro parlamento. Eppure si tratta di pensioni spesso  molto alte ma soprattutto di pensioni non sufficientemente alimentate dai contributi dei circa 1.500 dipendenti della Camera che ammontano a soli 75 milioni circa. In sostanza la categoria dei dipendenti della Camera dei deputati riceve 3,5 euro sotto forma di pensione rispetto ad un euro versato come contributo.

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