Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Boldrini: «Sull'obelisco polemica falsa e ridicola, non voglio abbattere nulla»

Boldrini: «Sull'obelisco polemica falsa e ridicola, non voglio abbattere nulla»
3 Minuti di Lettura
Sabato 18 Aprile 2015, 17:49 - Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 07:17

«È falso e ridicolo quanto scritto sui giornali sulla mia volontà di abbattere i monumenti fascisti, paragonandomi all'Isis. Lasciamo la polemica a chi fa della polemica il proprio stile. Nessuno vuole abbattere nulla». Lo ha detto oggi il presidente della Camera Laura Boldrini, ricordando che nei giorni scorsi «sono stati i Partigiani, venuti a Montecitorio, a sostenere di sentirsi in difficoltà a causa delle scritte inneggianti al fascismo su alcuni monumenti».

La polemica. L'altro ieri, alle celebrazioni per il settantesimo della liberazione, un partigiano rivolgendosi alla Boldrini ha chiesto di abbattere l'obelisco del Foro italico con la scritta Dux Mussolini. «Quella (colonna, ndr) con la scritta Mussolini dux. Quella è ora di abbatterla», ha detto il partigiano rivolto al presidente della Camera. «O perlomeno di togliere la scritta», ha replicato Boldrini, come dimostra una registrazione video, prima di cambiare visibilmente imbarazzata discorso e invitare i partigiani a farsi una foto.

Sei d'accordo? Vota cliccando QUI

«L'obelisco rimane lì, nessuno vuole scardinare niente, nessuno vuole abbattere niente. La questione non esiste», ha ribadito oggi Boldrini ai microfoni di Rainews24 tornando sulle polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni sull'obelisco del Foro Italico. Le sue parole sulla scritta "dux" sono state infatti da qualcuno scorrettamente trasformate in una dichiarazione a favore dell'abbattimento dell'obelisco. Parole che in effetti Boldrini non ha mai pronunciato, anche se ha proposto invece la cancellazione della scritta.

Al termine del 70/mo anniversario della Liberazione, ha ribadito Boldrini, «abbiamo avuto un momento di confronto proprio con i partigiani che erano venuti da tutta Italia. Ognuno aveva una richiesta, ognuno ricordava quegli anni. C'era molta commozione e devo dire che qualcuno ha anche detto: "Certo a noi ci fa ancora male vedere che su certi monumenti ci sono delle scritte che inneggiano al Duce visto che noi abbiamo lottato per liberare l'Italia da quel regime" e a me sembra legittimo - ha proseguito la presidente della Camera - che loro si sentano a disagio quando vedono queste scritte. Qualcuno diceva bisogna abbattere questo monumento, qualcuno diceva bisogna abbatterne un altro» ma «io mi sono sottratta da questo esercizio di abbattimento. Per questo è ridicolo che qualcuno abbia scritto su qualche giornale che io voglio fare come l'Isis, abbattere i monumenti. È falso. Questa polemica lasciamola a chi della polemica fa il proprio stile di fare politica, non è il mio stile. Quello che c'è da dire l'ho detto. La questione non esiste. Mi è dispiaciuto vedere - ha concluso - che questa presunta, sedicente polemica, abbia gettato ombra su una iniziativa straordinaria che non si era mai fatta prima e che aveva un alto valore democratico e simbolico».

Il portavoce del presidente della Camera già ieri aveva puntualizzato sulla polemica divampata attorno alle poche battute scambiate nell'aula della Camera con i partigiani. «La grande giornata vissuta ieri dal Parlamento, con la coinvolgente cerimonia in onore dei partigiani per il settantesimo anniversario della Liberazione, rischia di essere svilita appena poche ore dopo montando polemiche di scarsa consistenza - ha detto da Roberto Natale, portavoce di Boldrini -. La presidente della Camera non ha mai affermato di voler abbattere i monumenti eretti nell'epoca fascista, ad improbabile imitazione del modello Isis. La discussione sull'eredità del 25 aprile merita di essere indirizzata su temi più seri».