Comunali Roma, intervista a Berlusconi su Marchini: «Con lui possiamo vincere»

Venerdì 29 Aprile 2016 di Barbara Jerkov
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Presidente Berlusconi, può dirci che cosa vi siete detti con Bertolaso durante la notte in cui ha deciso di puntare su Marchini? 
«Avevamo scelto Guido Bertolaso per due motivi: in primo luogo perché è l’uomo delle emergenze per eccellenza, un tecnico di valore straordinario, conosciuto in tutto il mondo per le sue capacità; e poi perché la sua candidatura era unitaria. Guido, non dimentichiamolo, aveva dato la sua disponibilità dopo grandi insistenze da parte di tutto il centro-destra. Si è messo a disposizione, accantonando importanti progetti internazionali ai quali stava lavorando. Con lo stesso straordinario spirito di sacrificio e senso di responsabilità, è venuto da me e si è dichiarato disposto a fare un passo indietro ma tenendosi a disposizione della futura amministrazione capitolina».
 

Perché Marchini? Che cosa rappresenta una figura cosi?
«Siamo semplicemente tornati al punto da cui eravamo partiti. Alfio Marchini in questi tre anni di opposizione seria e concreta in Consiglio Comunale ha dimostrato di condividere i valori liberali e riformatori che ci ispirano e di essere un moderato che, a differenza dei grillini, non si è tirato indietro quando si è trattato di mandare a casa l’ex sindaco di sinistra Marino. E poi Marchini, secondo tutti i sondaggi, è l’unico nome in grado di vincere al ballottaggio, per non consegnare Roma né alla continuità disastrosa del Pd né all’avventurismo del movimento Cinque Stelle. Mi consenta di aggiungere una cosa: Marchini è stato il primo candidato su cui sembrava possibile trovare un accordo di coalizione. Ma solo per il veto di un alleato non si riuscì a convergere sul suo nome. Se la Lega e Fratelli d’Italia non avessero cambiato idea più volte, oggi ci troveremmo tutti uniti sullo stesso candidato». 

Qual è il senso politico di questa capriola su Roma? 
«L’unico senso politico di questa scelta è il buonsenso. Il centro-destra in Italia rappresenta da sempre la maggioranza degli italiani. Lo confermano tutti i sondaggi. Il problema è che il centro-destra, per funzionare, dev’essere fatto di una destra, che legittimamente rappresenta una fascia di elettori, e di un centro, che ne rappresenta un’altra, diversa, popolare, liberale. La destra, sommando Lega e un tempo Alleanza Nazionale, oggi Fratelli d’Italia, rappresenta meno del 20 per cento dell’elettorato. Una parte imprescindibile, ma da sola condannata ad essere ininfluente. Per vincere, la destra deve essere alleata con il centro. E occorre anche richiamare al voto quegli elettori moderati che, rassegnati, hanno deciso di non votare. Forza Italia sta operando in questa direzione. Noi rappresentiamo una cultura diversa e complementare rispetto a quella di Salvini e Meloni. Una cultura che deve tornare ad essere trainante, perché, come in tutta l’Europa, sono i moderati a prevalere sulla sinistra». 

È un colpo contro Renzi questa convergenza su Marchini perché potrebbe rendere più difficile l'accesso al ballottaggio per Giachetti?
«E’ una decisione per riportare i moderati a governare Roma. E questo immagino non farà piacere a Renzi. Eppure c’è chi, forse nella confusione delle ultime ore, ci ha accusato proprio del contrario, di voler fare un favore a Renzi, risuscitando addirittura il Patto del Nazareno. Questa è un’accusa che mi ha davvero sorpreso. Intanto il Patto del Nazareno, come lo avevamo inteso noi, non serviva affatto a fare il gioco di Renzi, serviva a rendere insieme un servizio al Paese, cambiandolo e modernizzandolo con riforme condivise: avevamo il dovere di provarci. Ma poi ci siamo resi conto che Renzi aveva tutt’altre intenzioni, voleva soltanto una riforma a suo uso e consumo che di fatto limita la democrazia. Abbiamo rotto nel momento in cui Renzi era più forte, dovremmo metterci d’accordo proprio ora che è in palese difficoltà e tenta in tutti i modi di attrarre i voti moderati? Ripeto: se vogliamo contrastare davvero Renzi dobbiamo convincere coloro che non votano a tornare con noi, usando il linguaggio della ragione e della concretezza». 

Ieri si è incontrato con Marchini e Bertolaso. Che cosa vi siete detti?
«Abbiamo avuto un confronto approfondito sui problemi di Roma; sulla mobilità di superficie, del tutto inadeguata sia per quanto riguarda il trasporto pubblico che quello privato; sulla condizione disastrosa e pericolosa delle strade; sulla sicurezza e sul degrado di molti quartieri, sul disagio dei cittadini abbandonati a se stessi. Bertolaso ha inoltre sottolineato il rischio che fra sei mesi Roma sia invasa dai rifiuti, se non si faranno interventi seri ed immediati. Dobbiamo rendere di nuovo Roma una città sicura e piacevole in cui vivere, non soltanto nel centro storico, ma nei quartieri nei quali abita la grande maggioranza dei romani. E poi c’è una situazione di bilancio drammatica da risanare, con la macchina comunale inceppata da rimettere in funzione. Insomma, un compito colossale, che richiede le migliori professionalità».

In che senso Roma può diventare laboratorio nazionale del centro-destra?
«Roma non è un laboratorio. L’unica preoccupazione di chi la governerà dovrà essere quella di farla uscire da una situazione di degrado inaccettabile».
 
Marchini in prospettiva può giocare un ruolo nazionale nei moderati e ha trovato in lui il famoso delfino che lei cerca da sempre?
«E’ il popolo che sceglie i leader. E in questo momento credo che l’unica preoccupazione dell’ingegner Marchini sia quella di vincere le elezioni per governare bene Roma».

Lei vorrebbe una nuova aggregazione moderata anche con Ncd e Verdini al posto di Lega e Fratelli d'Italia?
«No, Ncd e Ala sono alleati della sinistra, non del centro-destra. L’alleanza su Roma vale per Roma».

Non teme ripercussioni di Salvini e Meloni su Milano?
«Sono certo di no. In Italia governiamo insieme molte realtà importanti a partire dalle tre regioni del Nord. Inoltre Parisi è un candidato apprezzato da tutti».

La Meloni dice: Berlusconi adesso in realtà va su Giachetti. Lei che cosa risponde?
«Se non avessimo sostenuto Marchini, che secondo tutti i sondaggi è l’unico candidato che può vincere al ballottaggio, avremmo fatto un favore alla sinistra. A Giorgia dico che mi piacerebbe che fosse lei a tornare con noi. Non dimentichi che Marchini è stato il candidato più votato alle consultazioni leghiste a Roma. Detto questo, mi auguro che Giorgia, al di là delle battute, ci ripensi e renda ancora più forte quella che di fatto è l’unica coalizione che può farcela».
 

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 08:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA