GOVERNO

Berlusconi: manovra di 45 miliardi
Enti locali in rivolta contro i tagli

Venerdì 12 Agosto 2011
Alemanno e Formigoni con il sindaco di Reggio Emilia Delrio
ROMA - Si riunirà stasera alle 19 il Consiglio dei ministri per varare il decreto sulle misure d'emergenza anti-crisi. Stamattina, intanto, incontro a Palazzo Chigi tra il governo, le Regioni e gli enti locali. Nel primo pomeriggio nuovo vertice a Palazzo Chigi per discutere sul nodo delle misure in ambito pensioni. «Vado a vigilare sulle pensioni, ma non penso che nessuno osi toccarle finché non c'è chi ha il pugno più forte del mio» ha detto Bossi raggiungendo il pranzo di lavoro fra il premier e alcuni ministri, fra cui Tremonti, Sacconi, Romani e Calderoli. La riunione è andata avanti fin oltre le 18: « C'è stata una lunga riunione, c'era da discutere, aspettiamo il Consiglio dei ministri», ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani.



Una manovra per aggiuntivi 20 miliardi nel 2012 e 25 miliardi nel 2013: è l'entità della correzione dei conti pubblici, annunciata dal premier a Regioni ed enti locali, necessaria per giungere il pareggio di bilancio nel 2013 attraverso il decreto legge che sarà varato stasera. «La speculazione si è orientata verso i Paesi che hanno più titoli in circolazione - ha detto Berlusconi - Questa è un'eredita che abbiamo sulle spalle. L'aumento degli spread ha fatto aumentare i nostri tassi d'interesse. La Bce mi ha chiamato per dire che il pareggio di bilancio nel 2014 non era congruo. Da qui, la conferenza stampa per annunciare il pareggio di bilancio nel 2013».



«Costi della politica: meno 8,5 miliardi in due anni».
«Aggrediremo anche i costi della politica - ha detto il premier - 14-15 misure per ridurre i costi, con tagli ai ministeri per 6 miliardi nel 2012 e per 2,5 miliardi nel 2013».



Nella manovra ci sarà l'imposta di solidarietà: lo ha confermato Berlusconi durante l'incontro.



Sulla difesa dei pensionati la Lega «farà la sua parte», ha assicurato Bossi al segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Poco prima dell'avvio del consiglio dei ministri, il ministro della Semplificazione ha infatti richiamato il leader della Cisl che lo aveva cercato telefonicamente. «Mi raccomando, non mollate! Questa delle pensioni è una questione fondamentale. E lo è anche il taglio dei costi della politica» si è raccomandato Bonanni nel corso della telefonata. Rassicurante la risposta di Bossi: «Stai tranquillo Raffaele: faremo la nostra parte. Anche io quando vado in giro incontro tanti lavoratori e pensionati. La loro battaglia è anche la nostra, è una questione che ci sta a cuore». «Sulle pensioni vedrete che passerà la linea della saggezza - aveva detto in mattinata il leader della Lega - Se vai in giro per la città, anche qui a Roma, trovi dei poveracci, anche vecchietti, che vanno a rubare nei grandi magazzini la bottiglietta o il pezzo di pane perché non hanno da mangiare. Che fai, gli tagli anche le pensioni? No, sulle pensioni passerà la linea della saggezza. Vedrete».



«Asse Tremonti-Lega per far cadere il governo? Invenzioni». Esiste, come dice anche qualche politico, un asse tra il ministro Tremonti e la Lega per far cadere il governo?«Eh, i politici, a furia di star vicino ai giornalisti... - risponde Bossi - C'è qualcuno che dà fuori la mancia per far dire che c'è un asse per far cadere il governo. Una volta si scrivevano le cose che avvenivano. Adesso si inventa». Poi, a chi gli chiede dei rapporti fra Tremonti e il premier, Bossi risponde: «Bene, tutto bene».



Tremonti: tutto è precipitato, pareggio di bilancio nel 2013. «Questo è il tipico caso di decreto per necessita e urgenza - ha detto durante l'incontro il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - La necessita per la tenuta del Paese, l'urgenza per i mercati. Il pareggio di bilancio era previsto nel 2014, come concordato a livello europeo. Poi tutto è precipitato. E questo comporta una revisione del profilo temporale del pareggio. Dobbiamo scendere dal 3,9 del 2011 all'1'6 nel 2012 e poi al pareggio l'anno successivo». Tremonti ha sottolineato che questi obiettivi «si devono raggiungere attraverso riduzioni della spesa, perché se li raggiungessimo con aumenti fiscali non verrebbero considerati validi da Bruxelles, e quindi dobbiamo ridurre l'indebitamento attraverso riduzioni di spesa».



«Taglio di 9,5 miliardi agli enti locali in due anni». «Per raggiungere il pareggio di bilancio è necessario un taglio ai trasferimenti a regioni e enti locali attraverso una riduzione di 6 miliardi per il 2012 e di 3,5 nel 2013» ha detto il ministro sottolineando che il comparto della sanità è fuori da queste cifre e che «il taglio di 6 miliardi è uguale ai tagli per 6 miliardi previsto per i ministeri». Infine, Tremonti ha detto che per le regioni il taglio è di un miliardo.



Tremonti ha anche confermato l'intenzione di ridurre le province e di accorpare i comuni.



Tra le misure anticrisi, ha detto Tremonti, sono previste anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, gli incentivi alle privatizzazioni e l'ipotesi di anticipo del federalismo fiscale.



La bozza di decreto prevede un aumento della quota Irpef per gli autonomi, forse a partire dall'attuale 41% per i redditi oltre i 55.000 euro. La misura, inizialmente prevista per 2-3 anni, potrebbe essere a carattere permanente.



I dipendenti delle Amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa potrebbero perdere il pagamento della tredicesima mensilità.



Formigoni: «Per le Regioni tagli molto pesanti». «Siamo alla terza manovra e già quella del 2010 pesava molto sulle Regioni - dice Formigoni - I tagli previsti nel luglio 2011 pesano per il 50% sulle Regioni quando queste pesano sulla spesa totale solo per il 16%. Quindi gli ulteriori tagli comportano ulteriori pesanti sacrifici per le Regioni».



«Niente ticket, aumento accise tabacco». «Abbiamo chiesto e avuto conferma per l'impegno già assunto dal governo per quanto riguarda l'eliminazione del ticket a carico dei cittadini compensato da una maggiore accisa sul tabacco» ha detto Formigoni.



Anci: dal governo proposte sconcertanti. «Siamo sconcertati dalle proposte del governo - ha detto il vicepresidente dell'Anci, Graziano Delrio - Il quadro di tagli a Regioni ed enti locali sono la mazzata finale ai servizi ai cittadini. In ogni caso siamo disponibili già da stasera a discutere meglio la manovra, e questo per evitare che tra sei mesi ci si ritrovi qui a rimettere le mani in tasca ai Comuni. Finora, il saldo dei Comuni era di 43 miliardi di euro. Ci siamo seduti a tavolo con aspettativa seria di revisione della manovra precedente. La manovra, lo abbiamo detto a Berlusconi, è iniqua e i tagli riducono ulteriormente le capacità dei comuni. Inoltre il Patto di stabilità ha depresso gli investimenti del 20% e li ridurrà ancora del 15%».



Province: manovra iniqua e depressiva. «La manovra è iniqua e incide sul percorso di federalismo fiscale e non guarda alla ripresa - dice il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione - Il giudizio delle Province è completamente negativo, perché la manovra è assolutamente depressiva».



Pd: inaccettabile, il governo colpisce i deboli. «Il governo continua a muoversi tentando di scaricare su Bruxelles le sue responsabilità e le sue scelte gravemente inique - dice il responsabile economia del Pd, Stefano Fassina - Il ministro Tremonti per provare a giustificare tagli esiziali su Regioni e Comuni, aggiuntivi ai colpi devastanti già inferti con la manovra dell'anno scorso e quella di metà luglio, ha inventato che il raggiungimento del pareggio di bilancio attraverso aumenti di imposte non verrebbe accettato da Bruxelles. È l'ennesima menzogna anche perché gli annunciati tagli agli enti locali non si trasformeranno forse in nuove tasse o in nuovi oneri per i cittadini? La verità è che il governo Berlusconi, piuttosto che far contribuire l'evasione e chi ha di più, colpisce in modo insostenibile le condizioni materiali di vita delle persone che lavorano, dei pensionati, delle classi medie. Questo sì è inaccettabile».



Idv: nel governo guerra interna. «Bossi contro Tremonti, Tremonti contro Berlusconi, Berlusconi contro tutti - dice il presidente dei senatori Idv, Felice Belisario - E' in questo clima di guerra interna che il governo deve prendere le decisioni per salvare il destino dell'Italia. Finora sono stati in grado solo di approvarsi leggi ad personam e a mantenere i privilegi della casta. Sarebbe utile che prendessero atto del fatto che non sono più in grado di governare».



Fli: Berlusconi perderà le elezioni.
«Avendo dato alla sua azione di governo una impostazione fondata su promozione pubblicitaria, assenza di autocritica, negazione del disagio sociale - dice Carmelo Briguglio, vice presidente vicario di Fli - la manovra che il semigoverno Berlusconi si appresta a varare e che comporta un brusco risveglio per gli italiani, porterà il Cavaliere a perdere le prossime elezioni politiche. Gli elettori gli faranno pagare il fatto che li ha trattati per anni non come cittadini, ma come utenti di una pubblicità ingannevole. Lui lo sa molto bene».



Napolitano: responsabilità ed equilibrio. Il capo dello Stato ha ricevuto stamattina il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ieri aveva incontrato Berlusconi, Tremonti, Gianni Letta e, in incontri separati, Bersani e Casini. A tutti Napolitano ha ribadito che le misure che saranno adottate e che comporteranno sacrifici per gli italiani dovranno essere improntate a responsabilità ed equilibrio, pur rimanendo urgenti. «Prima e dopo le deliberazioni del Consiglio dei ministri», il confronto sulle misure per fronteggiare la crisi sia aperto alle proposte di tutti - ha auspicato il presidente Napolitano negli incontri avuti ieri e oggi al Quirinale - Prima e dopo le deliberazioni del Consiglio dei ministri - si legge in una nota del Quirinale - si sviluppi il confronto più attento, aperto alle proposte di tutte le forze politiche e sociali che, come già ieri in Parlamento, appaiono consapevoli delle comuni responsabilità nell'attuale delicatissimo momento.



Le imprese: serve manovra che convinca i mercati. «Riteniamo necessario ribadire con forza che la manovra che ci si accinge ad approvare deve essere tale da ripristinare rapidamente la credibilità e la fiducia dei mercati finanziari nei confronti del Paese», sottolineano in una nota congiunta le associazioni datoriali, dall'Abi e Confindustria a Alleanza cooperative italiane (Confcooperative, Lega cooperative, Agci), Ania, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Reteimprese Italia (Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confesercenti). Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 19:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA