Berlusconi alla presentazione del libro di Myrta Merlino: «Me lo diceva mamma Rosa di non candidarmi in politica»

Berlusconi alla presentazione del libro di Myrta Merlino: «Me lo diceva mamma Rosa di non candidarmi in politica»
di Sabrina Quartieri
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Mercoledì 20 Gennaio 2016, 22:49 - Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 18:05

«Mia madre era la più contraria di tutti alla mia decisione di scendere in campo per fare politica. Mi diceva che me ne avrebbero fatte di tutti i colori. Poi ha riflettuto e ha ammesso che da suo figlio, per come lo aveva cresciuto, non si sarebbe mai aspettata la scelta di rinunciare ad una passione così forte. E oggi, eccomi qui, pieno di guai». Insomma, la morale è che non bisogna mai disobbedire a una mamma.
 

A parlare è Silvio Berlusconi, che non poteva mancare alla presentazione del libro “Madri”, edito da Rizzoli e scritto dalla giornalista Myrta Merlino. Perché l’amore per mamma Rosa è sempre vivo, ogni giorno più forte, e poterlo condividere è un’occasione preziosa. Il Cavaliere, nel corso dell’allegro pomeriggio trascorso nella sede dell’associazione Civita a Roma, in compagnia dell’autrice del libro e del moderatore Federico Geremicca, ha intrattenuto il pubblico ricordando aneddoti divertenti che lo legano alla sua amatissima madre. Lei sua dama, sua prima fan, battagliera e ostinata nel difenderlo sempre, pungente, all’occorrenza, come il fiore di cui ha portato il nome. E lui suo cavaliere, devoto e fedele, che con una voce tremante ammette davanti a tutti: «Ancora oggi, quando penso a mia madre, non posso fare a meno di commuovermi».

Per onorarne la memoria, Berlusconi ha scelto storie tenere e simpaticissime, che soprattutto la dicono lunga su quanto mamma Rosa sia stata, sempre e comunque, dalla parte del suo amatissimo Silvio. Come quella volta che il leader di Forza Italia la va a trovare a casa e le confessa che poco prima, una persona per strada gli aveva fatto il dito medio. «Ma quale dito medio, figlio mio, quel gesto voleva dire che tu sei il numero uno», risponde lei. E sì, per mamma Rosa tutti, ma proprio tutti, volevano bene a Berlusconi. Perché come gli rimproverava sempre: «Il tuo problema è che sei troppo buono. Persino se vai in campagna pensi a metterti i campanelli tu, perché così avverti le formiche che potresti schiacciarle». 

Ma cosa direbbe oggi mamma Rosa a Berlusconi? Che consigli gli darebbe? «Mi direbbe di scendere in campo ancora una volta, e non per interessi miei personali (essendo stato reso incandidabile ed ineleggibile), ma per amore dell’Italia e degli italiani», risponde Berlusconi, che aggiunge l'ennesima battuta: «Purtroppo la mia unica colpa in questi anni di politica è stata quella di non aver convinto il 51 % degli italiani a stare con me. Ma si può anche dire che gli italiani dovevano capire di avere fiducia in me. La verità è che non mi meritano». Una riflessione giocosa che ha strappato una risata a tutti, in una sala affollatissima di persone, da Renata Polverini a Mara Venier, e ancora, tra gli altri, Livia Turco, Michaela Biancofiore, Daniela Santanchè, Mariastella Gelmini, Pierluigi Bersani, Stefania Craxi, Nunzia De Girolamo e Giovanna Melandri. 

Immancabili, in sala, alcune tra le protagoniste del libro, donne normalissime ma madri straordinarie, che hanno portato la loro testimonianza, dialogando con Berlusconi come in un salotto in cui si è fatta politica, ma prendendola da un altro verso: quello delle battaglie di tutti i giorni, della gente comune, della vita reale. Come Giuseppina, due volte madre insieme alla sua compagna Raphaelle. Una donna che con la sua storia ha voluto ricordare che non è più vero che di mamma ce n’è solo una; oggi, le madri possono essere anche due. E proprio queste madri chiedono alla politica di «essere inchiodate al nostro dovere, perché è solo la politica che ancora chiude il suo cuore ai 4 milioni di cittadini omosessuali italiani», dice Giuseppina, chiamando in causa il dibattito sulla legge Cirinnà. E Berlusconi, di fronte a questa testimonianza, ha detto di auspicare «uno Stato che non si opponga alle decisioni che queste persone si sentono di prendere - aggiungendo, però poi - mi auguro che vengano apportate al testo quelle modifiche necessarie che consentono di votare la legge».

Tra i capitoli del libro letti da una bravissima Chiara Francini e le voci dal vivo delle donne di Myrta, sono stati tanti i momenti in cui tutte le mamme in sala si sono sentite meno sole. A partire da quando ha preso la parola Sandra, che è riuscita a commuovere tutti: definita dalla Merlino «l’esempio della maternità elettiva, lei è tutto cuore», questa donna a vent’anni ha deciso di rinunciare a un futuro a portata di mano, semplice e luminoso, e ha scelto il dolore che nessuno vorrebbe, trovando la gioia che nessuno può capire. Una storia iniziata il giorno in cui ha detto a suo marito: «Voglio che questo bambino possa morire tra le braccia di una madre». Sandra ha preso con sé un neonato che era stato abbandonato per il suo carico di imperfezione, per i suoi organi scombinati e un cuore che non funzionava. E proprio a Sandra, Berlusconi ha voluto fare una promessa, dicendole che la andrà a disturbare in futuro, «perchè sta cercando candidati della vita reale, della società civile». Subito dopo, sempre Berlusconi è tornato a leggere alcuni punti di nuove promesse agli italiani; o meglio, stavolta alle italiane, parlando di una bozza di programma che conterrebbe la pensione alle mamme e la pensione minima a mille euro.

Poi è arrivata la testimonianza di una madre coraggio, che ha chiamato in causa l’assenza di una legge sul reato di tortura. A parlare è stata Cecilia, che conduce una battaglia difficile per scoprire la verità sulla misteriosa morte del figlio avvenuta in Messico. Una madre che combatte senza tregua per dare un senso a una storia, che un senso non ce l’ha. Combatte da sola contro tutti per portare alla sbarra uno Stato intero, il Messico, che ha ucciso il suo Simone, a soli trentaquattro anni, e senza un perché. Una storia triste, che ha lasciato il passo a una grande sorpresa che Myrta Merlino, alla fine, ha voluto fare ai suoi ospiti: un mini concerto del grande artista Edoardo Bennato, un napoletano come lei, che insieme a lei condivide una grande convinzione: che le madri sono la chiave del mondo e che saranno loro a cambiare il nostro Paese.

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