Banca Etruria, Renzi: «Basta pettegolezzi, nessun favoritismo»

(Foto di Nicola Dalla Mura/Ag.Toiati)
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Domenica 14 Maggio 2017, 16:18 - Ultimo aggiornamento: 15 Maggio, 13:46

«De Bortoli ha fatto una bellissima operazione di marketing per lanciare il suo libro». Lo ha detto Matteo Renzi a L'Arena, parlando del caso Banca Etruria. «Penso che il tema di Banca Etruria torni ciclicamente. Su queste vicende ci vuole grande chiarezza: se qualcuno dice che il mio governo ha fatto favoritismi, reagisco perché non è vero. Banca Etruria fu commissariata dal mio governo: siamo stati molto duri con tutti. Favoritismi per nessuno», ha sottolineato Renzi, «Noi diciamo: facciamo la commissione d'inchiesta. Andiamo a fare la commissione d'inchiesta e così non fondiamo la repubblica su pettegolezzo e sentito dire: andiamo a vedere le carte. Voglio la verità. Soru, dopo essere stato riempito di accuse per mesi, è stato assolto. Le persone oneste non hanno niente di cui aver paura».

Poi, parlando dell'iniziativa dei volontari Pd di pulizia di Roma, Renzi ha detto: «In questi giorni l'amministrazione si è messa a lavorare». E ha continuato:
«Oggi c'era gente che non ci voterà mai. È assurdo arrabbiarsi con i cittadini se mettono a posto la città, bisogna essere contenti».

Affrontando l'argomento vaccini, Renzi ha attaccato il leader del M5S, Beppe Grillo: «Chieda scusa per i video scandalosi e le cose dette negli spettacoli e dica ai cittadini che credono in lui di vaccinare i loro figli. È importante. Si può perdere un voto ma non la salute dei figli. I vaccini non sono né di destra né di sinistra. Se i miei figli non sono vaccinati sono un pericolo. Devono essere obbligatori. Non faccio polemiche con Grillo ma quando si attacca la mammografia, la scienza e i vaccini si fa un danno».

«Sulla legge elettorale purtroppo il Pd da solo non ha la maggioranza, altrimenti l'avremmo già fatta, e tutti quelli che hanno detto no al referendum adesso dovranno decidere da che parte stare. Spero ci sia una legge con principio che il cittadino possa decidere liberamente e la sua scelta corrisponda a un principio di governabilità», ha quindi detto il segretario del Pd, «No al proporzionale puro, dove ci sono inciuci».

«Mi riapre una ferita. Con il referendum avevamo immaginato un sistema molto più semplice con il ballottaggio, come fanno i francesi. Ora è andato, basta, chiuso», ha detto Renzi. La governabilità? «Parla di corda in casa dell'impiccato... Volevo cancellare trecento poltrone e l'unica la mia».

«A me e al Pd conviene votare a fine legislatura, tra febbraio e maggio del prossimo anno. Credo finirà così», ha quindi sottolineato il segretario del Pd. «L'importante - ammonisce - è usare questi mesi non per le cose che interessano ai politici ma per cose concrete e dare una mano al governo Gentiloni, non fargli la guerra, per gestire i problemi veri come mettere i due miliardi per le periferie».

«Abbiamo portato a casa la flessibilità e un pò di investimenti ma ancora non basta. Tutti noi siamo impegnati in Europa» al fianco del governo, ha spiegato Renzi, «Prima parlavo di riforme costituzionali e legge elettorale, oggi le parole d'ordine del Pd sono casa, piazza, mamme».

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