Adozioni gay, l’annuncio di Zanda: «La legge è questa, passerà così»

Luigi Zanda
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Lunedì 8 Febbraio 2016, 07:47 - Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio, 15:32

«Miglioramenti in aula sono possibili, però niente stravolgimenti o stralci». Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato, tiene duro e respinge gli assalti di coloro che vorrebbero fermare il treno in corsa e rimettere in un cassetto la legge sulle unioni civili come, sostengono al Pd, vorrebbe anche Beppe Grillo che ieri l’altro ha lasciato ai suoi libertà di coscienza.

Si aspettava la retromarcia grillina?
«Grillo con qualche anno di ritardo ha scoperto che anche nei suoi gruppi parlamentari la democrazia può aiutare la politica. Sinora ha applicato nel suo partito una disciplina militare e ha perso 19 senatori. Invece è corretto che sui temi etici un partito abbia una linea e la esprima lasciando libertà di voto laddove ci sono posizioni diversificate. Poi c’è un dato politico».

Ovvero?
«La settimana scorsa si parlava di passi indietro o passi di lato di Grillo. Invece lui rimane il leader. D’altra parte un partito politico, e il M5S lo è, senza leader non potrebbe reggere».
 
Qualcuno sostiene si tratti di una mossa per evitare di risultare la stampella del Pd?
«Non credo, penso si tratti di una decisione che riguarda la tenuta dei gruppi Cinquestelle».

Sta dicendo che molti degli eletti e degli elettori di Grillo sono di destra?
«Alcuni certamente. Ma è importante la libertà di voto ai parlamentari grillini che viene data per la prima volta».

Una svolta?
«Indubbiamente apre un precedente dal quale sarà difficile per loro tornare indietro».

Quindi il M5S diventerà un partito con democrazia interna dove è ammesso il dissenso?
«Significa che d’ora in poi quando ci sarà dissenso, sarà visibile».

Ora che succede alla legge senza l’appoggio di tutto il M5S?
«Credo che nessuno dei gruppi parlamentari su questo tema sia militarmente compatto. Nella gran parte c’è una maggioranza vera a favore della legge sulle unioni civili».

Quindi passerà. Compreso l’articolo 5 sull’adozione?
«Nel provvedimento è esclusa l’adozione per le unioni civili, tranne nel caso del figliastro».

Siete sempre favorevoli al voto palese o pensate che stavolta il voto segreto possa avvantaggiare il ddl Cirinnà?
«Noi del Pd in assemblea e all’unanimità ci siamo detti favorevoli al voto palese. Tutti i nostri senatori hanno espresso in maniera trasparente la loro opinione. Non abbiamo bisogno del voto segreto e ci farebbe piacere che non ce ne fossero».

Mi sembra difficile.
«Allora noi continueremo a chiedere che non ce ne siano decine e decine e che non siano strumentali a manovre politiche».

Perché secondo lei sono in atto manovre politiche contro il governo?

«A me non risultano ma il Parlamento non è insolito utilizzare il voto segreto per manovre politiche. Anzi, è una delle degenerazioni del voto segreto».

Quanti saranno?
«Abbiamo fatto una riunione con i capigruppo e ci siamo impegnati all’unanimità di limitarli. Il numero preciso non posso darlo ma credo che una decina di voti segreti sia più che sufficiente per garantire tutti».

Sugli emendamenti l’accordo tiene? Verranno ritirati?
«Alcuni gruppi li hanno levati altri penso lo faranno domani (oggi ndr)».

Dopo il family day ha notato ripensamenti?
«No, la manifestazione è stata importante. Il Parlamento deve proseguire laicamente nel suo lavoro».

Il governo non ci sta mettendo la faccia sul provvedimento mentre il Pd resta l’unico partito che difende le unioni civili. Teme reazioni dell’ala cattolica più conservatrice?
«Il Pd ha presentato il disegno di legge firmato da molti parlamentari, a cominciare dalla senatrice Cirinnà. Questa è una legge che vuole riconoscere alle coppie omosessuali gli stessi diritti che hanno le coppie etero. Istituti diversi ma diritti uguali. Sul tema dei diritti civili mi sembra che anche la Chiesa sia molto sensibile».

Se non dovesse passare la stepchild adoption ve ne occuperete in un provvedimento a parte?
«Penso che passerà e dico anche, insieme a tutti i senatori del Pd, che qualunque sarà l’esito dei voti segreti noi voteremo la legge nel testo finale».

Con gli alleati di governo nessun problema per il dopo?
«Con il Ncd abbiamo alleanza di legislatura sino al 2018. Sono al governo con noi, hanno ministri, vice, sottosegretari, presidenti di commissione. Votiamo insieme la fiducia al governo, votiamo le leggi. Francamente non mi sembra drammatico avere opinioni diverse su un singolo articolo di una legge, seppur importante».

Come si spiega che i più avversi alla legge sono coloro che prima stavano con il Pd in maggioranze di governo?
«Ci sono molte cose che vanno approfondite. Molti oppositori alla legge sui Dico del 2007 oggi si sono pentiti. Molti parlamentari che nel 2004 hanno votato la legge 40 sulla procreazione assistita oggi sono d’accordo nel definirla incostituzionale. Molti di questi si oppongono alle unioni civili. La società cammina veloce e alcune aree del Parlamento faticano a seguire la velocità dei mutamento sociali».
 

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