Venezuela, ex poliziotto che attaccò Corte Suprema assediato dall'esercito: «Vogliono ucciderci»

Lunedì 15 Gennaio 2018
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Le forze di sicurezza venezuelane hanno accerchiato nella periferia di Caracas Oscar Perez, l'ex poliziotto che nel giugno scorso causò scalpore sorvolando in elicottero il ministero dell'Interno e la Corte suprema bersagliandoli con colpi di arma da fuoco e granate. Dalle prime ore del mattino, testimoni nel quartiere El Junquito, all'estremità occidentale di Caracas, hanno informato sui social che la zona era «praticamente militarizzata», con una forte presenza di polizia e Guardia Nazionale e ripetuti colpi di arma da fuoco. Poco dopo, Perez ha diffuso un primo video, nel quale informava che era in corso una negoziazione con le autorità: «non vogliamo scontrarci con funzionari che sono anche amici nostri: siamo patrioti, siamo nazionalisti». In un secondo video, però, il tono è cambiato: l'ex agente - con la faccia sporca di sangue e mentre si sentono detonazioni di sottofondo - denuncia: «ci stanno uccidendo». «Gli abbiamo detto che vogliamo consegnarci, ma non vogliono che ci consegniamo: vogliono ucciderci!» aggiunge.

Lo scorso 27 giugno - durante l'ondata di proteste antigovernative che ha lasciato un bilancio di oltre 120 morti- Perez (36 anni) ha sorvolato Caracas con un gruppo di poliziotti in elicottero, lanciando granate contro la sede del Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) e sparando contro i ministeri degli Interni e della Giustizia, senza causare vittime. Lo scorso 19 dicembre, inoltre, Perez ha rivendicato aver organizzato un furto di armi in una sede della Guardia Nazionale, un episodio definito «un atto terrorista pagato da Donald Trump» dal presidente Nicolas Maduro, che ha detto che l'ex poliziotto è «un terrorista, un assassino e il nemico pubblico numero 1 della patria».

Le forze di sicurezza venezuelana stanno impedendo ai giornalisti di coprire in diretta l'operazione in corso, mentre il numero due del chavismo, Diosdado Cabello, ha accusato l'ex agente di aver aperto il fuoco contro chi era venuto ad arrestarlo. Il cronista Davirson Rojas ha pubblicato su Twitter immagini di un posto di blocco della polizia nel quartiere di El Junquillo, nella periferia ovest di Caracas, segnalando che «non lasciano che i giornalisti raggiungano il posto dove è in corso l'operazione contro Perez». Da parte sua, Cabello ha dichiarato su Twitter che «il terrorista Perez ha attaccato chi lo aveva accerchiato, e ha ferito due funzionari militari» e ha aggiunto che «le forze di sicurezza hanno risposto al fuoco»

  Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 09:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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