Usa, le ragazze afroamericane sono le più istruite, ma nel mondo del lavoro la parità è ancora lontana

Domenica 5 Giugno 2016 di Antonio Bonanata
Mentre il mondo piange ancora la scomparsa di Muhammad Ali, The Greatest, il più grande pugile di tutti i tempi, una buona notizia arriva dagli Stati Uniti e riguarda proprio la comunità afroamericana, quel gruppo sociale per i cui diritti Cassius Clay si è battuto una vita: le ragazze nere risultano, infatti, il gruppo sociale più istruito negli Usa.
Lo comunica il National Center for Education Statistics, sottolineando che negli ultimi 30 anni la percentuale di studenti neri nei college americani è aumentata considerevolmente. Fra il 2009 e il 2010 (Obama è appena entrato alla Casa Bianca) le studentesse nere hanno raggiunto il 68 per cento dei diplomi, il 66 per cento delle lauree triennali, il 71 per cento delle specialistiche e il 65 per cento delle lauree di dottorato sul totale degli studenti afroamericani. Dal 1976 al 2012, inoltre, la quota di studenti neri iscritti nei college è salita dal 10 al 15 per cento; contemporaneamente, i bianchi sono scesi dall’84 al 60 per cento.
La percentuale è 9,7: quella delle studentesse afro iscritte nei college a stelle e strisce è la più alta rispetto a qualsiasi altro gruppo, più delle asiatiche (8,7), delle bianche (7,1) e dei bianchi (6,1). Un grande passo avanti nell’istruzione e nella formazione, quindi, che però non trova riscontro nel mondo del lavoro: quelle stesse donne che studiano di più, infatti, non vedono aumentare le opportunità occupazionali e l’accesso a ruoli dirigenziali. Guardando al settore privato, i posti delle donne nere corrispondono a un misero 8 per cento, mentre i ruoli di responsabilità si aggirano intorno a un più ristretto 1,5 per cento. La classe politica risulta essere formata solo per un quarto da donne, ma meno di quarto di esse sono nere.
Su 500 aziende censite da Standard&Poor's nel 2014, le lavoratrici asiatiche, nere e ispaniche erano meno del 20 per cento e meno del quattro per cento dei dirigenti e dei manager. Le stesse categorie costituivano meno del tre per cento degli organi esecutivi di 500 aziende analizzate da Fortune.
Insomma, la questione delle disparità sociali nel mondo del lavoro continua a tenere banco, nonostante gli indubbi miglioramenti registrati a livello accademico, e dell’istruzione in generale. Temi che la campagna per le presidenziali americane di novembre non potrà fare a meno di affrontare, anche se la candidata democratica Hillary Clinton non gode dello stesso favore da parte dell’elettorato afroamericano attribuito allo sfidante Bernie Sanders, più popolare tra le donne, i giovani e, appunto, le minoranze. Più dei neri, saranno gli ispanici, però, a essere determinanti nella scelta dei prossimi presidenti Usa, dato che il maggior apporto di voti arriverà, sempre di più, dai gruppi etnici minoritari. Ultimo aggiornamento: 6 Giugno, 16:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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