Usa, micidiale cannone a raggio laser abbatte cinque droni, ma non è come nei film Video

Martedì 26 Settembre 2017 di Paolo Ricci Bitti
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Uno dopo l'altro i 5 droni sono stati abbattuti dal cannone laser della Lockheed Martin, con bellica coerenza battezzato Athena (Advanced Test High Energy Asset).

Detto che si trattava di relativamente piccoli velivoli (meno di 4 metri di apertura alare) che volavano a quota non elevata, con traiettoria regolare parallela al suolo, e infine, a velocità costante e non eccessiva dato il motore a scoppio che aziona l'elica spingente, detto tutto ciò, resta un'interessante esibizione di efficacia quella allestita dall'azienda americana nello sterminato e desertico poligono missilistico di White Sand, nel New Mexico, a non troppa distanza da dove nel 1945 venne fatta esplodere la prima bomba atomica.

Detto anche che forse in 40 anni di ricerche e di esperimenti sugli armamenti laser era lecito attendersi qualcosa di ancora più potente e micidiale, ciò a cui ci dovremo abituare, tuttavia, è l'assoluta invisibilità del "raggio della morte" in questa applicazione. Il cannone laser emette un raggio che non ha nulla che vedere con tutto ciò che ci siamo immaginati leggendo i romanzi di fantascienza e guardando i film. Nessun balenare di lampi, nessun bagliore, nessuna saetta che squarcia i cieli, nessun sibilo lancinante. Niente di niente: pagine e pagine di letteratura e chilometri di pellicola totalmente disattesi.

Un atout in più, questa invisibilità, per questo cannone della potenza (per ora) di 30 kilowatt applicato a un sistema radar e di puntamento estremamente accurato e capace di "agganciare" il bersaglio per dare il tempo (quanto?) al raggio laser di fare il suo lavoro: ovvero di concentrare su una superficie di pochissimi centimetri quadrati un enorme calore. E questo a notevole distanza senza perdere efficacia. Un calore che ha incendiato il motore dei droni facendoli così precipitare. Se dietro al punto del bersaglio in cui si concentra il raggio ci fosse dell'esplosivo o del carburante se ne otterrebbe ovviamente la detonazione, perché altrimenti il laser - sempre a differenza di romanzi e film - non ha in sé effetti direttamente esplosivi.

E poi non manca chi fa notare che la Lockheed Martin non abbia reso noto la distanza fra cannone laser e droni e nemmeno per quanto tempo sia stato necessario tenere puntato il raggio sul bersaglio prima che facesse effetto sui piccoli motori, privi di schermature, dei velivoli del test, bersagli oggettivamente facili.
Difficilmente, in uno scenario di guerra, un aereo volerebbe in maniera così lineare senza tentare manovre evasive da parte dei piloti, remoti o a bordo che siano. Per di più, per neutralizzare quest'arma, soprattutto usata in versione terra-aria o mare-aria, bastano un temporale oppure un banco di nebbia o di nuvole perché la rifrazione delle goccioline d'acqua mandano a carte 48 la concentrazione del raggio.

Mare-aria perché da almeno tre anni anche la Marina americana sta testando cannoni laser installati sulle sue navi: fra gli obbiettivi, forse finora più a portata di mano, anche quello di "accecare" i sistemi di puntamento degli avversari.   

Athena, insomma, fa paura ma non ancora quanto i suoi letterari predecessori.
   


 

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 19:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA