Usa, la fidanzata finge il suicidio per fargli uno scherzo, lui si uccide a 11 anni

Usa, la fidanzata finge il suicidio per fargli uno scherzo, lui si uccide a 11 anni
di Federica Macagnone
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Venerdì 7 Aprile 2017, 14:05 - Ultimo aggiornamento: 8 Aprile, 15:22

Doveva essere semplicemente uno scherzo di cui nessuno aveva valutato le conseguenze: né la sua giovane fidanzata né i suoi amici avevano preso in considerazione la possibile reazione di Tysen Benz, 11 anni, di Ann Arbor, in Michigan, che si è tolto la vita dopo quello che la madre ha definito un «gioco manipolativo» ordito dalla ragazza che diceva di volergli bene e dai suoi compagni che avevano architettato una messa in scena sui social per rendere tutto più credibile.
 

 

Lo scorso 14 marzo Tysen era a scuola quando è stato raggiunto da alcune voci: la sua fidanzata, una ragazzina di 13 anni di cui la polizia non ha rivelato l'identità per tutelarne la privacy, si era tolta la vita. Una tragica notizia che, nelle ore successive, veniva confermata da una serie di messaggi di cordoglio lanciati dai suoi amici sui social network. In preda al panico e in stato confusionale, Tysen è tornato a casa, è sgattaiolato nella sua stanza e si è impiccato. È stato trovato pochi attimi dopo da sua madre, Katrina Goss, che ha chiamato immediatamente i soccorsi: il ragazzino è rimasto in coma in ospedale fino a martedì, quando i medici ne hanno dichiarato il decesso.

Adesso Katrina ha dichiarato al New York Post che non si fermerà fino a quando non avrà giustizia per il suo bambino: «Quella ragazzina ha fatto uno scherzo fingendo di essersi uccisa e i suoi amici, tramite i social, hanno fatto credere a Tysen che fosse così. Mio figlio è tornato a casa e si è impiccato perché voleva seguirla». Katrina, nei mesi precedenti, aveva notato un cambiamento nel figlio: quel ragazzino sempre con il sorriso sulle labbra e la passione per lo sport sembrava essersi incupito. «Ha comprato un cellulare da un amico e ha iniziato a scriversi segretamente con questa ragazza più grande di lui contro la mia volontà - ha detto Katrina - Non l'ho mai conosciuta. L'ho intravista qualche volta quando andavo a prendere Tysen alla Bothwell Middle School. Non riesco a capire come si possa ordire un simile scherzo. Sono distrutta per ciò che è successo e voglio giustizia: a 13 anni si è consapevoli delle scelte che si fanno e lei ha approfittato dell'ingenuità di mio figlio per manipolarlo. Quello che è successo non va preso alla leggera. Lei dovrebbe essere ritenuta legalmente responsabile per questo scherzo orribile».

Il capitano Mike Kohler, del dipartimento di polizia di Marquette, ha reso noto che le indagini sulla morte di Tysen sono ancora in corso: se verrano accertate le sue responsabilità, la ragazza potrebbe essere processata come un'adulta. In attesa di risposte, Katrina ha deciso di portare avanti il ricordo di suo figlio affiancandolo a una nuova missione: «Vorrei invitare i genitori a controllare i figli e a metterli in guardia dai pericoli e dalle insidie che possono trovare su internet e sui social. Inoltre voglio esortare le famiglie a parlare con i loro ragazzi per fare capire loro che la vita è il bene più prezioso che abbiamo. Il bullismo uccide».

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