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Usa, delitto JFK, resi pubblici 2.891dossier, ma Trump ne blocca 200 per altri sei mesi

Usa, delitto JFK, resi pubblici 2.891dossier, ma Trump ne blocca 200 per altri sei mesi
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Venerdì 27 Ottobre 2017, 08:54 - Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 13:20

Come annunciato più volte dal presidente americano Donald Trump, sono stati desecretati, dopo oltre mezzo secolo, i file sull'assassinio dell'ex presidente Usa John Fitzgerald Kennedy, ucciso il 22 novembre 1963 a Dallas, in Texas. Ma su 3100 dossier, Trump ha deciso di renderne pubblici 2.891, rinviando di sei mesi la divulgazione dei rimaneti documenti per motivi di «sicurezza nazionale», in quanto ritenuti troppo «sensibili». Una decisione che rischia di alimentare ancora l'enorme numero di teorie complottiste, anche se gli esperti non si aspettano rivelazioni sconvolgenti.

Tra i dossier resi pubblici ce n'è uno che rivela che l'Fbi ricevette una minaccia di morte contro Lee Harvey Oswald la notte prima che il presunto assassino di John Fitzgerald Kennedy fosse ucciso da Jack Ruby, il proprietario di un nightclub di Dallas. Il documento in questione contiene la trascrizione di una conversazione con l'allora direttore dell'Fbi J. Edgar Hoover, che riferisce della telefonata fatta all'ufficio del Bureau a Dallas da un uomo che parlava con voce calma dicendo di essere membro di un gruppo organizzato per uccidere Oswald. Hoover sostiene che la notte stessa e l'indomani mattina chiamarono il capo della polizia di Dallas, il quale li assicurò che avrebbe garantita adeguata protezione, cosa che però non fu fatta. Il giorno dopo, infatti, Oswald fu ucciso da Ruby. Secondo Hoover, tuttavia, Ruby disse che non era legato a nessuno e negò di aver fatto la telefonata agli uffici dell'Fbi a Dallas.

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