Ucraina, si spara ancora a poche ore dal cessate il fuoco: 120 gli attacchi nelle ultime 24 ore

Ucraina, si spara ancora a poche ore dal cessate il fuoco: 120 gli attacchi nelle ultime 24 ore
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Sabato 14 Febbraio 2015, 14:39 - Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 16:16

Si continua a combattere in Ucraina malgrado l'accordo faticosamente stabilito a Minsk. Centoventi gli attacchi nelle ultime 24 ore malgrado i separatisti dell'est abbiano confermato che rispetteranno il cessate il fuoco iniziato a mezzanotte (le 23 italiane).

I combattimenti

«Al momento la nostra posizione è basata su ciò che abbiamo firmato a Minsk. Aderiremo alle disposizioni del documento», ha promesso Denis Pushilin, uno dei negoziatori dei ribelli, ammonendo però che «se l'accordo non sarà rispettato, agiremo di conseguenza».

Ma intanto le forze governative segnalano che non ci sono segni di rallentamento nell'offensiva dei separatisti filorussi. «Non c'è tregua, al contrario, i ribelli continuano i loro attacchi contro Debaltsevo», città strategica sul collegamento ferroviario tra Donetsk e Luhansk, entrambe controllate dagli insorti, ha detto un portavoce militare, Anatoli Stelmakc, alla tv ucraina.

Il cessate il fuoco

E gli intensi combattimenti che si registano in queste ore in Ucraina orientale sono una «grave minaccia» per l'entrata in vigore della tregua prevista dal nuovo accordo di Minsk secondo il presidente ucraino Petro Poroshenko, che accusa la Russia di un «significativo aumento» dell'offensiva nonostante l'accordo di pace.

Poroshenko ha ribadito oggi che, in caso di fallimento del cessate il fuoco previsto dalla mezzanotte in base agli accordi di Minsk 2, «dovremmo prendere una decisione durissima ma necessaria imponendo la legge marziale non solo nelle regioni di Donetsk e Lugansk ma in tutto il Paese». Poroshenko aveva già lanciato questo monito nei giorni scorsi.

Questa mattina bombardamenti sono stati segnalati nella città di Donetsk in mano ai ribelli, attorno allo snodo ferroviario di Debaltsevo e al porto strategico

di Mariupol. Una potente esplosione è stata sentita questa mattina nel centro di Donetsk, nei pressi dell'hotel Park Inn. Si tratterebbe di una bomba esplosa vicino lla residenza di Zakharcenko, leader dei ribelli, a circa 100 metri da dove si erano radunati i giornalisti per una conferenza stampa proprio con il capo dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, e avrebbe causato almeno un morto.

Il leader dei ribelli

A Debaltsevo invece, secondo quanto riferito dall'ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina Geoffrey Pyatt con un post su Twitter, i russi hanno posizionato numerose unità di artiglieria, compresi sistemi di difesa aerea. Infatti, Zakharcenko ha spiegato che il cessate il fuoco non verrà rispettato a Debaltsevo, perché gli accordi di Minsk 2 non dicono «una parola» al riguardo.

Zakharcenko ha inoltre ribadito che i miliziani non lasceranno uscire le truppe ucraine da Debalstevo, lo strategico nodo ferroviario conteso con Kiev e dove sono accerchiati circa 8000 soldati, sottoposti anche oggi a pesanti bombardamenti. Se non sarà soddisfatta la nostra richiesta di una indipendenza di fatto, rivendicheremo tutto il territorio della regione di Donetsk», ha detto Zakharcenko.

Blindati dall'Inghilterra

Veicoli blindati usati in passato dall'esercito britannico e oggi dismessi sono stati consegnati all'Ucraina

nell'ambito di un accordo commerciale con la Gran Bretagna. Lo ha reso noto il ministero della Difesa britannico, che non ha però confermato il numero di

mezzi coinvolti nell'accordo. Secondo alcune fonti riportate dal 'Guardian', 20 veicoli corazzati 'Saxon' sono già stati consegnati e altri 55 sarebbero da consegnare.

Questi blindati, ha detto il portavoce del ministro, «offrono protezione durante lo spostamento delle truppe e sono di natura difensiva, non sono veicoli da

combattimento ravvicinato». Inoltre, ha ricordato, stati utilizzati per la prima volta nel 1980 e sono finiti fuori servizio tre anni fa.

«Dall'inizio della crisi in Ucraina, la politica del governo è stata quella di fornire assistenza non letale alle forze armate di Kiev», ha precisato il portavoce,

e «non vi è stato alcun cambiamento» di questa politica. «Non abbiamo fornito assistenza militare letale» ha aggiunto, sottolineando che i mezzi sono tutti disarmati e sono stati dati a Kiev nell'ambito di un accordo del 2013, data precedente allo scoppio del conflitto.