La Turchia chiede ai Comuni italiani di non parlare di genocidio armeno: «Sono illazioni»

di Franca Giansoldati
La Turchia - attraverso la sua ambasciata in Italia - ha inviato una lettera a diversi sindaci italiani per intimare loro di non usare più la parola «genocidio» per definire le stragi avvenute sotto l'Impero Ottomano dal 1915 al 1919, costate la vita a un milione e mezzo di armeni cristiani. L'ultimo comune italiano che aveva riconosciuto il genocidio armeno, attraverso una delibera comunale, è stato Agnone, in provincia di Isernia. Anche altri comuni (la lista è piuttosto lunga) hanno, a più riprese, in questi ultimi anni, espresso solidarietà alle comunità armene della diaspora, nate dai sopravvissuti.

L'ambasciatore - nella lettera che sta girando sul web – definisce «illazioni» i fatti accaduti nel 1915 che non basandosi su una sentenza di tribunali internazionali rappresentano una interpretazione soggettiva che essi «tentano di presentare all'opinione pubblica» con il risultato, aggiunge il diplomatico, di rendere difficili le buone relazioni con l'Italia. Segue l'invito ai consigli comunali italiani «ad astenersi a prendere parte a iniziative unilaterali».

Infine il diplomatico mette in evidenza che «permettere ai turchi di esprimere le loro opinioni sui fatti del 1915 è un dovere di libertà di espressione e un diritto dell'uomo nei paesi democratici». La Comunità Armena in Italia, attraverso un comunicato, ironizza su quest'ultima frase. «Da che pulpito ci tocca sentire parlare di democrazia. Vorrebbe dare lezioni di democrazia ai rappresentanti del popolo italiano interferendo nelle attività di un paese sovrano. Un errore diplomatico che meriterebbe un richiamo ufficiale da parte della Farnesina».

Nel 1987 il Parlamento Europeo votò una Risoluzione in cui si riconosceva che  «durante la Prima Guerra Mondiale i massacri perpetrati dalla Turchia costituiscono crimini riconosciuti dall’Onu come genocidio. La Turchia è obbligata a riconoscere tale genocidio e le sue conseguenze». Risoluzione ribadita anche il 15 aprile del 2015 in cui si deplorava «fermamente ogni tentativo di negazionismo».
Domenica 9 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 10-04-2017 18:41

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 9 commenti presenti
2017-04-10 13:04:32
Ogni paese ha nella sua storia pagine che vorrebbe cancellare. Per il suo bene, dovrebbe invece tenerle sempre presenti, tramandarle alle nuove generazioni; per impedire che si ripetano!
2017-04-10 11:05:02
I tedeschi almeno hanno fatto e continuano a fare i conti con il passato della loro nazione, ecco in cosa si vede la maturità e la civiltà di un popolo.
2017-04-10 10:16:28
allora anche il nazifascismo è un illazione....a Erdogan, ma che stai a di??
2017-04-10 00:44:42
Ah, se non ne parli non e' accaduto, giusto?
2017-04-09 22:16:52
Quando si ha la coda di paglia (diciamo così)......vero Erdogan?
9
  • 2 mila
QUICKMAP