Strage a Dacca, Claudia e Gianni insieme nella vita e nel lavoro: lui si salva lei viene uccisa

Sabato 2 Luglio 2016 di Costanza Ignazzi
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Lui è riuscito a salvarsi, sua moglie non ce l'ha fatta. Gian Galeazzo Boschetti, modenese, da 25 anni in Bangladesh, potrebbe essere l'unico italiano scampato alla strage all'Holey Artisan Café di Dacca, dove un commando di terroristi islamici ha fatto irruzione provocando almeno 20 morti. Sua moglie, Claudia Maria D'Antona, è tra le vittime: Boschetti invece è riuscito a mettersi in salvo sgattaiolando fuori dal ristorante teatro della strage, mentre lei è rimasta all'interno.   

 

«Per molte ore ho sperato in un miracolo, ma alla fine mi sono dovuto arrendere all'evidenza. Lei è morta, uccisa probabilmente da un unico colpo di pistola». Alto, sportivo, di famiglia nobile, Boschetti ripensa ancora a quella che doveva essere una piacevole cena di lavoro con un "buyer" italiano interessato alla produzione di abbigliamento bengalese, trasformatasi in una tragedia in cui hanno perso la vita 19 persone, fra cui Claudia e altri otto italiani. «Al momento dell'attacco - ha raccontato all'Ansa - mi ero allontanato per rispondere ad una telefonata. Eravamo tre al mio tavolo, mentre altri sette italiani sedevano a poca distanza da noi. Resomi conto dell'irruzione nel locale del commando, ho trovato rifugio dietro un albero e poi - ha aggiunto - mi sono precipitato fuori».

Claudia Maria, 56 anni, era originaria di Torino, ma da molti anni viveva in Oriente: prima in India dove aveva avviato un'attività di imprenditrice nel comparto tessile, e poi a Dacca, dove era titolare dell'azienda Fedo trading insieme al marito. I due stavano insieme dal 1993: si erano incontrati a Tirupur, India, e non si erano più lasciati. Tanto che l'informazione è scritta indelebilmente sul web, nel profilo Facebook di Claudia. Una coppia nella vita e nel lavoro: ieri la loro ultima cena, durante la quale si è scatenato l'inferno. La coppia di grossisti dell'abbigliamento era seduta a un tavolo. Vicino a loro un'altra comitiva di italiani, tutti professionisti del settore tessile: poi gli spari, il disperato tentativo di mettersi in salvo, la mattanza.  

Unico superstite, alla disperata ricerca di notizie, il marito Gianni ha cercato di andare all'ospedale dove sono stati ricoverati i feriti, ma gli hanno detto che non c'era nessuno dei suoi connazionali. Così, Boschetti ha aspettato: nessuna comunicazione ufficiale fino a oggi, quando il nome di sua moglie è comparso sulle agenzie insieme a quelli delle altre vittime. Insieme ai familiari di altre vittime, Gianni è stato allora portato a nord-ovest della capitale, nel Dhaka Cantonment, all'interno del quale si trova il Combined Military Hospital che ha ricevuto i resti delle 20 persone uccise dal commando terrorista. Qui sono stati a poco a poco trasferiti a fine mattinata in un mesto corteo di ambulanze per essere offerti prima al riconoscimento dei familiari e poi per la necessaria autopsia. «Sono uscito da quel luogo sconvolto», ha confessato dopo aver effettuato il riconoscimento del cadavere della moglie, che era rinchiuso come tutti gli altri in un sacco di plastica adagiato su una barella all'aperto, sotto una pioggia monsonica battente. «Ho visto là dei cadaveri ridotti in condizioni pietose per i colpi ricevuti anche con armi da taglio. Ma quello di mia moglie no. Forse non ha sofferto. Forse è morta colpita da un unico proiettile che l'ha stroncata».

«Mia sorella Claudia e suo marito erano una coppia fantastica, due persone d'oro, con un grande impegno nel volontariato», li ricorda Patrizia D'Antona. «Finanziavano - spiega - un'associazione che porta esperti di chirurgia plastica in Bangladesh per curare le donne sfregiate con l'acido. Aiutare il prossimo era sempre in cima ai pensieri di Claudia e di suo marito. Si erano sposati due anni fa, con una bellissima cerimonia a Dacca, dopo avere convissuto per oltre 20 anni». A Torino vive ancora la mamma dell'imprenditrice assassinata dai terroristi dell'Isis, che ha 88 anni, il padre è morto. «I funerali, quando il feretro di Claudia potrà arrivare in Italia, saranno celebrati - rivela la sorella Patrizia - alla parrocchia di Gesù Nazareno, a Torino, dove era diventata una scout».

Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 11:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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